Arte Viva: al MA*GA la XXVIII edizione del Premio Gallarate
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Dall'11 febbraio all'11 ottobre 2026 il Museo MA*GA di Gallarate ospita "Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica", XXVIII edizione del Premio Gallarate. La rassegna presenta le opere di cinque artisti – Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi, Martina Rota – che si esprimono attraverso linguaggi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l'altro.
La mostra è curata da Lorenzo Balbi (direttore del MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna), Eva Fabbris (direttrice del Madre – Museo d'arte contemporanea Donnaregina di Napoli) e Caterina Riva (direttrice del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli). Questa edizione è realizzata grazie al contributo di Regione Lombardia nell'ambito del bando "Olimpiadi della Cultura – progetto Orizzonti in movimento" ed è inserita nel palinsesto dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Processi relazionali e partecipazione
Le pratiche artistiche presentate assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell'opera e il ruolo stesso del pubblico. La proposta curatoriale introduce al MA*GA azioni artistiche dinamiche, contribuendo all'incontro tra linguaggi vivi e performativi e le convenzioni di spazio e tempo proprie dell'istituzione museale, con l'intenzione di includerli nella collezione permanente.
Le cinque opere, intese come dispositivi relazionali, saranno attivate dagli artisti e dal pubblico durante i mesi di apertura della mostra, per culminare in un momento collettivo e corale in occasione dell'apertura della quinta edizione del Festival ARCHIVIFUTURI, dal 5 al 7 giugno 2026, con un programma di incontri dedicati alle performing art.
I valori olimpici nell'arte
Come spiegano Emma Zanella, Direttrice del Museo MA*GA, e Alessandro Castiglioni, Vicedirettore, la mostra è stata immaginata per contribuire alla legacy dell'Olimpiade sul territorio lombardo. Le opere realizzate per la mostra, come in ogni edizione del Premio, entreranno a far parte della collezione del Museo con l'obiettivo di lasciare una traccia permanente del dialogo tra pratica artistica e valori condivisi nella dimensione olimpica.
«Questi processi espressivi coinvolgono parola, corpo, suono e relazione con il pubblico, favorendo un'esperienza collettiva e dinamica dell'arte – sottolineano Zanella e Castiglioni. Le pratiche messe in campo dagli artisti vincitori del Premio, basate sulla condivisione e sulla partecipazione, richiamano direttamente alcuni dei principi fondanti dei valori olimpici, quali rispetto, inclusione, universalità e sostenibilità».
Arte Viva è stata immaginata dai curatori come un organismo vivo e in continuo divenire: non un oggetto statico da osservare, ma un processo relazionale in costante trasformazione. Questa dimensione aperta e dialogica rispecchia l'ideale olimpico di apertura verso il mondo, di competizione sana e di incontro tra culture. Il percorso espositivo si propone come metafora di un evento collettivo, in cui ciascun visitatore è chiamato a misurarsi, partecipare e riflettere.
Allison Grimaldi Donahue: Willing to Collaborate
Il lavoro di Allison Grimaldi Donahue (Middletown, Connecticut, USA, 1984) ha una natura multidisciplinare e utilizza la parola come strumento per costruire relazioni di carattere culturale, sociale e storico. Le sue opere si presentano come dispositivi aperti e partecipati.
Per la XXVIII edizione del Premio Gallarate, l'artista ha condotto una ricerca dedicata all'archivio del museo MA*GA, prestando attenzione alla Mail Art e alla sua complessa storia di natura territoriale e internazionale. Allison Grimaldi Donahue invita il pubblico a partecipare attivamente a una nuova operazione di Mail Art, prendendo spunto dai materiali non ancora catalogati dell'Archivio The Mythical Image di Gino Gini e dai saggi di Fernanda Fedi, in particolare "Collettivi e gruppi artistici a Milano. Ideologie e percorsi 1968-1985".
Nell'installazione ambientale "Willing to Collaborate" (2026) si trovano accostati, da una parte, una selezione di materiali storici e opere provenienti dalla collezione del MA*GA in dialogo con cartoline contemporanee raccolte dall'artista nei mesi precedenti la mostra; dall'altra, un'installazione partecipativa in cui il pubblico è invitato a realizzare le proprie cartoline, da depositare in una cassetta postale, contribuendo alla continuità e alla trasformazione dell'archivio e a nuove modalità di comunicazione collaborativa.
Francesco Fonassi: Fog, Sound (Seveso 1976/2026)
La ricerca di Francesco Fonassi (Brescia, 1986) interroga i significati e le derive che le culture sonore assumono in relazione allo spazio sociale, all'ambiente naturale e agli aspetti antropologici e pseudoscientifici dei contesti in cui opera.
Per Arte Viva, in occasione del cinquantesimo anniversario dal Disastro di Seveso – quando l'esplosione di un reattore della fabbrica ICMESA rilasciò una nube di diossina causando uno dei più gravi incidenti ambientali in Europa – Francesco Fonassi propone "Fog, Sound (Seveso 1976/2026)". L'installazione prevede una serie di elementi che rievocano l'accaduto, tra cui due fog horns, manufatti nautici giapponesi utilizzati per segnalare attraverso un suono di allarme la presenza di imbarcazioni in condizioni di nebbia fitta.
Durante il periodo di apertura della mostra, il lavoro si completa con l'utilizzo dei segnalatori attraverso azioni sonore e performative, realizzate presso il Bosco delle Querce – nato nei primi anni Ottanta al di sopra dei residui chimici interrati dell'azienda ICMESA – e nello spazio esterno del Museo, coinvolgendo componenti della comunità di Seveso in una staffetta per l'attivazione manuale dei dispositivi.
Francesca Grilli: Ring Ring Ring
"Ring Ring Ring" di Francesca Grilli (Bologna, 1978) è un'ampia e articolata riflessione attorno al tempo che, nelle sue opere, scorre e intreccia storie personali e intime, attraverso un linguaggio multidisciplinare capace di combinare pratiche performative con elementi scultorei, fotografici e video.
"Ring Ring Ring" (2013) nasce da una ricerca sulle prime comunità di migranti italiani a New York, condotta dall'artista durante un periodo di residenza nella metropoli americana. Il lavoro ricorda ciò che le famiglie emigranti conservavano come memoria e prende forma attorno a un anello, inizialmente realizzato in cera, trasformato dall'uso quotidiano e in seguito fuso in ottone, materiale che conserva la memoria del contatto.
Questo oggetto-scultura diviene protagonista di un'azione rituale: manipolato e lucidato da un performer, produce un particolare suono amplificato da un microfono che ricorda il rumore delle onde del mare, del viaggio e di una distanza fisica ed emotiva. La rete di significati è amplificata dalla presenza sulle pareti del Museo della serie "Hand" (2023), il cui soggetto è una mano, elemento spesso presente nelle creazioni di Francesca Grilli come metafora del fare, della memoria tattile, della storia di ciascun essere umano e, attraverso le sue linee, oracolo di un futuro ancora sconosciuto.
Beatrice Marchi: Frozen in the North
Al centro del lavoro di Beatrice Marchi (Gallarate, VA, 1986) si trovano storie raccontate attraverso una complessa stratificazione di linguaggi, dall'illustrazione al video, dalla pittura alla musica. I temi e i personaggi sono spesso ricorrenti e trovano origine nella biografia dell'artista, per poi trasformarsi assumendo posture e forme grottesche, surreali, fantastiche.
Per la XXVIII edizione del Premio Gallarate, Beatrice Marchi presenta "Frozen in the North" (2024), un'installazione costituita da un video e da una serie di oggetti. L'opera, idealmente ambientata in un vagone della metropolitana, immagina la vita autonoma e paradossale di una serie di oggetti abbandonati, dimenticati, forse rubati: borse, zaini, sacchetti e buste.
Tra queste cose, una borsa prende vita e si muove, scossa e sbalzata, all'interno di un tunnel che gradualmente si trasforma in un passaggio organico e anatomico. Stasi e movimento, quotidianità e sogno, luoghi reali e immaginari si mescolano all'interno di un'opera che, trasfigurando episodi della quotidianità dell'artista, mette in luce una condizione caratteristica della contemporaneità.
Martina Rota: I still have a voice for you
Studiando il movimento, la parola e la relazione tra corpo e spazio, Martina Rota (Bergamo, 1995) concentra la propria ricerca attorno all'elaborazione del trauma, alla cura e alla memoria. Le opere dell'artista si strutturano come luoghi di incontro o come azioni performative in cui il corpo è fortemente influenzato dal contesto culturale, naturale e sociale circostante.
Al MA*GA l'artista presenta "I still have a voice for you" (2026), un'installazione dedicata all'acqua dove diversi elementi dialogano tra loro: in una vasca trasparente è immersa un'immagine fotografica, un'altra è sospesa nello spazio, tutt'intorno riecheggia un racconto sonoro. L'opera conduce il pubblico in una dimensione di ascolto e riflessione, in cui l'esperienza dell'acqua si fa fisica ed emotiva.
Le voci delle istituzioni
«Con questa edizione del Premio Gallarate prosegue una tradizione artistica che caratterizza la nostra città dal 1950 – dichiara Andrea Cassani, Sindaco di Gallarate. Ed è grazie alla continuità di questo Premio che il nostro museo ha costituito la propria collezione. È dunque importante per la città che questo evento continui in un dialogo aperto con il presente e, in questa occasione, con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026».
«Proprio nel 2025 abbiamo celebrato i 75 anni del Premio Gallarate con la mostra Atto Unico che ha portato oltre diecimila visitatori a riscoprire la storia del nostro museo e della nostra città – aggiunge Claudia Maria Mazzetti, Assessore alle Attività Formative del Comune di Gallarate. Questa nuova edizione del Premio prosegue una storia importante, quella che traccia il profilo della nostra identità culturale presente».
«Con il progetto Arte Viva, il Premio Gallarate si conferma un'eccellenza capace di rinnovarsi, portando il territorio di Varese e, più in generale, la Lombardia al centro del dibattito contemporaneo sulle arti performative – sottolinea Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. Il MA*GA si consolida così come polo strategico e come istituzione in grado di dialogare con i grandi centri di produzione contemporanea, dimostrando che la qualità culturale in Lombardia è capillarmente diffusa e di respiro internazionale. Questa iniziativa, sostenuta da Regione Lombardia e inserita nel palinsesto dei Giochi della Cultura, incarna pienamente lo spirito olimpico, l'incontro tra persone e la partecipazione attiva. Portare l'arte fuori dalle teche per farla diventare processo relazionale significa rendere la cultura un patrimonio vivo, capace di lasciare un'eredità duratura sulle nostre comunità».
«Il Premio Gallarate si conferma oggi come un organismo vivo, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità – conclude Giovanni Orsini, Presidente dell'Associazione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate ETS. Questa XXVIII edizione riafferma la vocazione del Premio a essere luogo di ricerca, di ascolto e di confronto con la produzione artistica contemporanea, in dialogo con le trasformazioni del tempo che abitiamo. La costituzione del Premio Gallarate come ente di terzo settore rafforza il nostro impegno pubblico, culturale e civile, rendendoci ancor più radicati nel territorio pur mantenendo uno sguardo internazionale».
Gli artisti
Allison Grimaldi Donahue (Middletown, Connecticut, USA, 1984), artista, scrittrice e traduttrice, è autrice di "The History of Breathing" (Diaphnes, 2025), "On Endings" (Delere Press, 2019) e "Body to Mineral" (Publication Studio Vancouver, 2016). Ha realizzato performance poetiche, installazioni e azioni collettive ospitate da Guggenheim Foundation Venice, Luci d'Artista Torino, Pirelli Hangar Bicocca, MACRO, MAMbo, MACTE, Kunsthalle Bern. Vincitrice della XIV edizione del Premio Italian Council per lo Sviluppo dei Talenti.
Francesco Fonassi (Brescia, 1986), artista sonoro, ricercatore indipendente, musicista, sound designer e produttore. Ha esposto in fondazioni, musei, festival e spazi indipendenti tra cui Museo Experimental El Eco (Mexico City), Museion (Bolzano), Palais de Tokyo (Parigi), MAXXI (Roma), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino). Vincitore del Talent Prize (2020), Moroso Concept Award (2017) e Italian Council (2025). Co-direttore di Spettro, venue di ricerca sonora a Brescia.
Francesca Grilli (Bologna, 1978) ha partecipato a numerosi festival di performance art ed esposto in musei internazionali tra cui MAXXI (Roma), Nasjonalmuseet (Oslo), Palais De Tokyo (Parigi), Fondazione Serralves (Porto), Van Abbemuseum (Eindhoven), Serpentine Gallery (Londra), MAMBO (Bologna), Manifesta7 (Bolzano) e il Padiglione Italia della 55. Biennale Arte di Venezia (2013).
Beatrice Marchi (Gallarate, VA, 1986), docente presso l'Akademie der Bildenden Künste di Norimberga. Ha studiato con Alberto Garutti all'Accademia di Brera e con Jutta Koether alla Hochschule für Bildende Künste di Amburgo. Nel 2023 ha vinto ArteVisione (careof, Milano). Ha esposto a Museion (Bolzano), KW (Berlino), MAXXI L'Aquila, Fondazione Prada (Milano e Tokyo), MACRO (Roma), 16ma Quadriennale di Roma.
Martina Rota (Bergamo, 1995), artista visiva e performativa, co-fondatrice di MASSIMO, spazio per l'arte contemporanea. Ha studiato all'Accademia di Brera e alla SNDO – School for New Dance Development di Amsterdam. Nel 2016 e 2025 ha partecipato alla Biennale di Venezia come performer per Boris Charmatz e Puppies Puppies. Ha esposto a Cripta 747 (Torino), Fondazione ICA (Milano), Manifattura Tabacchi (Firenze), BASE (Milano).

Informazioni pratiche
Mostra: Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica – XXVIII Premio Gallarate
A cura di: Lorenzo Balbi, Eva Fabbris, Caterina Riva
Sede: Museo MA*GA, Via E. De Magri 1, Gallarate (VA)
Date: 11 febbraio – 11 ottobre 2026
Orari:
- Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 10:00-18:00 (fino al 12 aprile 10:00-19:00)
- Sabato e domenica: 11:00-19:00
Biglietti: la visita alla mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso al Museo
Festival ARCHIVIFUTURI: 5-7 giugno 2026
Info: Museo MA*GA | Tel. +39 0331 706011 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.museomaga.it
Con il contributo di: Regione Lombardia, nell'ambito del bando "Olimpiadi della Cultura – progetto Orizzonti in movimento"
Nell'ambito di: Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
- Data inizio: Mercoledì, 11 Febbraio 2026
- Data fine: Domenica, 11 Ottobre 2026
- Evento a pagamento: Sì




