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Lecco, Paolo Schiavocampo a Palazzo delle Paure 2026

Palermo, Venezia, Roma, Milano, New York, Rapolano, Hattingen. La vita e la carriera di Paolo Schiavocampo (1924-2022) sono state un attraversamento di luoghi, correnti e materiali che la mostra Vedere lo spazio e misurare il vuoto prova a restituire al pubblico attraverso oltre settanta opere. Il progetto, a cura di Simona Bartolena, è ospitato da Palazzo delle Paure a Lecco, in piazza XX Settembre 22, dal 9 ottobre al 22 novembre 2026.

La rassegna si inserisce nella serie di mostre organizzate da ViDi cultural e Ponte43, in collaborazione con il Sistema Museale Urbano del Comune di Lecco, dedicate agli artisti che hanno lavorato nella seconda metà del Novecento nel territorio lecchese e brianteo.

Pittore, scultore, disegnatore: un unico universo espressivo

Schiavocampo è stato uno degli autori più originali e autonomi della ricerca artistica italiana del secondo Novecento, difficilmente riconducibile a una sola definizione. Vicino, nel corso della lunga carriera, ad alcuni dei principali movimenti e gruppi — da Forma 1 al Realismo esistenziale, dall'Informale alle esperienze della Milano degli anni Sessanta — ha sempre mantenuto una posizione indipendente, senza aderire pienamente a linguaggi o teorie codificate. Nel suo lavoro pittura, scultura e disegno appartengono a un unico universo espressivo, e il rapporto tra figurazione e astrazione è affrontato senza contrapposizioni rigide: la realtà viene osservata, indagata e sintetizzata attraverso un segno capace di costruire lo spazio anziché dissolverlo.

Vedere lo spazio e misurare il vuoto

Il titolo della mostra restituisce uno dei nuclei fondamentali della sua poetica. Lo spazio non è mai un semplice contenitore, ma una materia da esplorare e organizzare; il vuoto diventa elemento attivo della composizione, luogo di tensione, relazione e possibilità. Il percorso curato da Simona Bartolena ripercorre le tappe basilari di una lunga ricerca, dai disegni degli anni Quaranta fino alle opere dell'ultimo periodo.

Dagli esordi di Palermo alla formazione tra Venezia, Milano e Roma

Nato a Palermo nel 1924, Schiavocampo si forma prima come architetto e poi nelle Accademie di Belle Arti di Venezia, con Bruno Saetti, e di Milano, con Giacomo Manzù: un percorso che ne alimenta la peculiare attenzione per la struttura, la costruzione e lo spazio. Nel 1945 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con gli ambienti artistici più avanzati e si avvicina a Forma 1. Alla fine del 1948 è a Milano, dove frequenta artisti come Vermi, Guenzi, Piciotti, Bionda, Piero Manzoni e Lucio Fontana. L'incontro con Nanni Valentini nel 1957 aprirà una lunga amicizia e una condivisione di esperienze.

Disegni giovanili: il mondo operaio e la ricostruzione

Tra le sezioni più intense del percorso ci sono i disegni giovanili, in cui un segno deciso ed espressivo racconta fabbriche, scorci urbani, il mondo operaio e i volti delle persone vicine all'artista. Sono lavori nati tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, in una Milano e in un'Italia attraversate dalla necessità della ricostruzione. Progressivamente il segno si libera dalla descrizione e tende verso una maggiore sintesi, anticipando le direzioni che caratterizzeranno la ricerca successiva.

New York 1964 e il ritorno alla scultura

Un passaggio decisivo è il viaggio a New York nel 1964: a New York Schiavocampo ritrova Salvatore Scarpitta e conosce da vicino la vitalità del sistema artistico americano, un'esperienza che rielaborerà anche attraverso una serie di collage dalle superfici frammentate. Al rientro in Italia, nel 1966, avvia una nuova stagione scultorea: nascono le prime opere in legno, cui seguono lavori in ferro e poliestere, in un dialogo serrato con Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo. In seguito si trasferisce a Rapolano, vicino a Siena, dove fonda una scuola di scultura e si impegna nella tutela del patrimonio artistico e dell'artigianato locale.

Lo spazio pubblico: dall'Italia alla Germania

Tra gli anni Ottanta e Novanta la scultura di Schiavocampo esce dagli spazi espositivi e entra nelle piazze. Realizza numerosi interventi pubblici in Italia e all'estero: la sistemazione della piazza di Rapolano, gli interventi di Gibellina, i giardini di Cassano d'Adda, la fontana di Sesto San Giovanni, le opere di Vada e Santo Stefano di Camastra, l'intervento nella Fiumara d'Arte di Antonio Presti e la progettazione della Kunstzone del Parco di Hattingen, in Germania.

Il colore come luce e gli Arazzi dell'ultima stagione

Alle soglie del nuovo millennio la pittura torna al centro della sua ricerca. Schiavocampo riprende alcune questioni già affrontate nelle opere giovanili e le sviluppa in una direzione nuova, concentrandosi soprattutto sul colore inteso come luce. In questo ultimo capitolo trovano spazio anche gli Arazzi, nei quali materia, colore e casualità del segno concorrono a costruire immagini sospese tra controllo e imprevedibilità. Scompare a Milano nel 2022.

Le opere in mostra e l'autobiografia

Le opere esposte provengono dalla famiglia dell'artista, dalle raccolte di alcuni dei suoi più appassionati collezionisti e dalle Raccolte d'Arte Banco BPM, cui appartiene una straordinaria serie di disegni giovanili. Completa idealmente il percorso l'autobiografia 1927-2012, una curva alle spalle del tempo (Milano, 2014), fonte preziosa di memoria e riflessione sulla storia artistica, sociale e politica dell'Italia attraversata dall'artista.

«Una mostra di alto profilo — commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Lecco Cinzia Bettega — che si conferma un polo culturale attento alla varietà e alla qualità delle iniziative artistiche proposte. Un grande maestro del Novecento la cui ricerca è presentata in una rassegna che stimola la riflessione del visitatore: rigore geometrico e spessore poetico».

Paolo Schiavocampo, Palermo, 2004, collage, coll. privata

Come e quando visitare la mostra

La mostra apre venerdì 9 ottobre 2026 e prosegue fino a domenica 22 novembre 2026 presso Palazzo delle Paure, in piazza XX Settembre 22 a Lecco. Gli orari sono differenziati: il martedì apre dalle 10.00 alle 14.00, da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 18.00; chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima. Per informazioni: telefono 0341 286729, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., sito ufficiale vidicultural.com.

Ultima modificaSabato, 24 Ottobre 2026 18:35
  • Data inizio: Venerdì, 09 Ottobre 2026
  • Data fine: Martedì, 03 Novembre 2026
  • Evento a pagamento: Sì
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