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Giambattista e Giandomenico Tiepolo a Torino

Nel 2027 saranno tre secoli esatti da quando, a Venezia, nasceva Giandomenico Tiepolo (1727-1804). I Musei Reali di Torino anticipano la ricorrenza con una mostra dossier che racconta, prima e meglio di molte retrospettive, il legame tra lui e il padre Giambattista (1696-1770): due dei maggiori protagonisti della pittura veneziana del Settecento, qui osservati non attraverso i grandi affreschi ma attraverso incisioni e disegni, dove il mestiere si incrocia all'invenzione pura. Di padre in figlio: l'universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, a cura di Sofia Villano, è aperta dal 15 ottobre 2026 al 19 gennaio 2027 allo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda.

62 opere e un fondo poco conosciuto

La rassegna riunisce 62 opere provenienti dal fondo di grafica della Galleria Sabauda — un patrimonio di oltre cento stampe dei Tiepolo ancora poco noto sia al grande pubblico sia alla comunità di studiosi — e dalle collezioni della Biblioteca Reale. Il valore della mostra sta anche in questo lavoro di riscoperta: la direttrice generale dei Musei Reali, Paola D'Agostino, segnala che l'esposizione presenta per la prima volta al pubblico dieci disegni riconducibili alla mano di Giambattista Tiepolo e a quella di un suo collaboratore, frutto di un lavoro di verifica conservativa e inventariale in corso sul fondo di grafica.

Pulcinella, zampognari, cani che giocano: il laboratorio dei Tiepolo

Dalla Biblioteca Reale arrivano in mostra due splendidi fogli di Giambattista: il celebre schizzo di Pulcinella, che documenta l'interesse del pittore per il teatro e per le maschere della Commedia dell'Arte, e la Sacra Famiglia, dove le figure sono delineate da pochi tratti e dal tocco lieve dell'acquerello. Dalle stesse collezioni provengono anche lo Studio per uno zampognaro visto di schiena e Due cani che giocano, che rivelano la propensione di Giandomenico verso l'osservazione del mondo naturale e la rappresentazione di tipi umani desunti dalla società contemporanea.

Tra le novità più significative, un nucleo di disegni rimasto finora ai margini degli studi critici: tre studi a penna e acquerello bruno con le allegorie di Inverno, Primavera ed Estate — attribuiti alla mano di Giambattista per la fluidità del segno — e una serie di sette fogli con figure per volte, apostoli o profeti, riconducibili a un seguace del maestro, in dialogo con i Profeti della Sala Rossa del Palazzo Patriarcale di Udine e con alcune personificazioni affrescate a Villa Loschi Zileri presso Vicenza.

Capricci, Scherzi di fantasia e la vena esoterica del padre

Il percorso si apre con una selezione di stampe di Giambattista Tiepolo tratte dalla serie dei Capricci (databili intorno al 1733) e dagli Scherzi di fantasia (incisi tra il 1743 e il 1757), tra le quali emerge la splendida Adorazione dei Magi. Entrambe le raccolte si collegano alla tradizione del "capriccio" inaugurata dall'incisore francese Jacques Callot. Interpretate in chiave esoterica e poste in relazione con il dibattito sulle scienze occulte che animava la scena culturale veneziana a metà Settecento, le stampe mettono in scena vecchi Orientali che reggono enormi libri misteriosi, fanciulli, donne e soldati tra architetture in rovina, resti di ossa umane, bucrani, gufi e serpenti. Un mondo senza coerenza narrativa in cui esseri animati e oggetti inanimati si trovano assemblati in scenari sospesi, resi con un segno di straordinaria leggerezza e virtuosismo.

Giandomenico: la Via Crucis, la Fuga in Egitto, le teste

Il blocco centrale della mostra si concentra sulle incisioni di Giandomenico. Una sezione è dedicata alla Via Crucis, tratta dai dipinti realizzati a partire dal 1747 per l'Oratorio del Crocifisso adiacente alla chiesa di San Polo a Venezia: il ciclo si distingue per l'intensa drammaticità e per il ritmo narrativo serrato, e pur essendo opera giovanile mostra già la capacità del pittore di coniugare la lezione paterna con una spiccata sensibilità luministica e un'osservazione minuta del reale.

Segue la serie Idee pittoresche sopra la Fugga in Egitto di Giesu, Maria e Gioseppe, pubblicata nel 1753 e dedicata al principe-vescovo Carl Philipp von Greiffenclau, per il quale i Tiepolo avevano appena concluso il grande ciclo di affreschi della Residenza di Würzburg: ventisette acqueforti che seguono il viaggio della Sacra Famiglia dalla Palestina all'Egitto come un vero racconto per immagini, con punti di vista dinamici, dettagli naturalistici e personaggi tratti dalla vita quotidiana.

Un'altra sezione è dedicata alla Raccolta di teste, avviata nel 1757 e completata tra il 1771 e il 1774, dopo il rientro di Giandomenico dalla Spagna in seguito alla morte del padre nel 1770. La serie — sessanta ritratti immaginari — deriva da invenzioni di Giambattista e si ispira agli esempi di Rembrandt van Rijn e di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto: personaggi in pose teatrali, avvolti in ampi panneggi, con una raffinata caratterizzazione fisiognomica.

Dalla Villa Valmarana al visionario finale

Quattro stampe conservate dai Musei Reali ripropongono gli episodi della Gerusalemme liberata e dell'Orlando Furioso dipinti dai Tiepolo nel 1757 a Villa Valmarana ai Nani presso Vicenza, in una lettura critica della lezione paterna che restituisce la matericità vibrante della superficie affrescata. Il percorso si chiude con significativi esempi della tarda attività di Giandomenico, tra cui la rara Sfingi, pesci e mascheroni — uno dei capolavori assoluti dell'incisione veneziana del XVIII secolo — in cui sfingi, mascheroni, teste femminili entro corone di fiori e una natura morta marina in primo piano sono accostati con studiato disordine, in un'atmosfera dal fascino visionario e surreale.

Un progetto lungo dieci anni

La mostra si inserisce in un progetto di valorizzazione della collezione di stampe della Galleria Sabauda avviato tra il 2016 e il 2018, con le esposizioni dedicate al Grechetto e agli incisori olandesi del Seicento, e proseguito con le mostre su Marcantonio Raimondi (Sulle tracce di Raffaello, 2020-2021), Rembrandt (Rembrandt incontra Rembrandt, 2022-2023) e Guido Reni (2025-2026).

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Come e quando visitare la mostra

La mostra Di padre in figlio: l'universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo è in programma dal 15 ottobre 2026 al 19 gennaio 2027 presso lo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, ai Musei Reali di Torino, Piazzetta Reale 1. L'apertura è dal giovedì al martedì, dalle 9.00 alle 19.00, con biglietteria che chiude alle 18.00; chiuso il mercoledì.

L'ingresso alla Galleria Sabauda è compreso nel biglietto dei Musei Reali: intero 15 euro, ridotto 2 euro per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gratuito per minori di 18 anni, persone con disabilità e un accompagnatore, insegnanti con scolaresche, guide turistiche con gruppi, personale del Ministero della Cultura, possessori di Abbonamento Musei, Torino + Piemonte Card e tessera ICOM, giornalisti iscritti all'Ordine. Informazioni e aggiornamenti sul sito ufficiale museireali.beniculturali.it.

Ultima modificaSabato, 24 Ottobre 2026 19:57
  • Data inizio: Giovedì, 15 Ottobre 2026
  • Data fine: Martedì, 19 Gennaio 2027
  • Evento a pagamento: Sì
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