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Mario Cresci. In aliam figuram mutare

Dal 19 luglio al 30 agosto 2026, la Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana di Brescia (via F.lli Cairoli 9) ospita Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo, a cura di Roberto Mutti, mostra che documenta il lungo lavoro di ricerca sviluppato da Mario Cresci (Chiavari, GE, 1942) attorno alla Pietà Rondanini di Michelangelo. L'esposizione è uno degli appuntamenti inseriti nel palinsesto di eventi ideato e promosso dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei per festeggiare il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata.

Ventotto opere per un capolavoro

La mostra presenta ventotto opere frutto di una lunga indagine fotografica dedicata al capolavoro michelangiolesco, inizialmente osservato dall'artista ligure nel suo storico allestimento nella Sala degli Scarlioni e successivamente reinterpretato attraverso i nuovi punti di vista offerti dalla collocazione nell'Ospedale spagnolo del Castello Sforzesco di Milano. Più che una semplice rilettura della scultura, il progetto si configura come una personale elaborazione artistica, frutto di un confronto approfondito, durato dal 2013 al 2016, con l'opera di Michelangelo.

Attraverso questo dialogo, Mario Cresci affronta temi universali e profondamente attuali, interrogando il rapporto tra immagine, memoria, sofferenza e condizione umana. Le immagini restituiscono la complessità evocativa della Pietà Rondanini, cogliendone le ambiguità, le tensioni e il profondo valore simbolico: nella scultura si intrecciano la grande tradizione della storia dell'arte e una riflessione senza tempo sul dolore e sulla fragilità dell'esistenza. Con uno sguardo misurato e privo di effetti spettacolari, Cresci si accosta all'opera in un dialogo silenzioso e intenso, dando vita a immagini di straordinaria forza espressiva ed emotiva.

Chi è Mario Cresci

Mario Cresci nasce a Chiavari, in Liguria, nel 1942 e oggi vive e lavora a Bergamo. Nel 2004 realizza la sua prima antologica, Le case della fotografia. 1966-2003, alla GAM di Torino, mentre nel 2017 riassume i suoi cinquant'anni di attività artistica con la mostra La fotografia del No. 1964-2016 alla GAMeC di Bergamo. Nel 2023 rilegge i primi vent'anni del suo lavoro attraverso la mostra L'esorcismo del tempo, 1960-1980 al MAXXI di Roma; la mostra Colorland, 1975-1983, dello stesso anno, al Monastero di Astino per la Fondazione MIA di Bergamo, insieme alla recente collettiva Viaggio in Italia — riedizione di quella storica di Bari del 1984 — all'Istituto Italiano della Cultura di Parigi (2024), evidenzia il rinnovato interesse della critica per il progetto di Luigi Ghirri sul paesaggio italiano di quegli anni.

Partecipa alla Biennale d'Arte di Venezia nel 1971, nel 1979 e nel 1993, in Muri di carta. Fotografia e paesaggio dopo le avanguardie, curata da Arturo Carlo Quintavalle. Dal 1974 alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York, e molti suoi lavori sono presenti in diverse collezioni d'arte e fotografia contemporanea di noti musei nazionali. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all'insegnamento, attività di esperienza creativa condivisa e intesa come parte integrante del suo lavoro d'autore, nella convinzione che l'opera d'arte possa essere anche parte attiva di un processo di crescita sociale: dal 1991 al 1999 dirige l'Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo e insegna in diverse scuole, accademie e università come lo IED, l'Accademia di Brera, la NABA, il Politecnico di Milano, la Fondazione Modena Arti Visive e, attualmente, l'Università ISIA di Urbino.

Ampia e articolata è la sua produzione di libri e, più in generale, di contributi anche teorici sulla fotografia e la comunicazione visiva. Nel 2019 pubblica Segni migranti. Storia di grafica e fotografia (Postcart Edizioni), compendio della sua ricerca grafica e fotografica, premiato come Livre Historique ai Les Rencontres de la Photographie 2020 di Arles; nel 2022, per Mimesis Edizioni, pubblica Matrici. L'incertezza del vero, dove sperimenta la coesistenza tra scrittura e immagine-segno. Dal 2018 è rappresentato dalla Galleria Matèria di Roma per l'Italia e dal 2025 collabora con la Galleria Large Glass di Londra; nel 2023 viene istituito a Bergamo l'Archivio d'artista Mario Cresci, a tutela di tutto il lavoro dell'artista.

Mario Cresci. In aliam figuram mutare

Informazioni utili

  • Mostra: Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo, a cura di Roberto Mutti
  • Quando: dal 19 luglio al 30 agosto 2026
  • Dove: Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, via F.lli Cairoli 9, Brescia
  • Orari: martedì-sabato 15.00-19.00; domenica 9.30-19.30

Maggiori informazioni: bresciamusei.com.

Ultima modificaVenerdì, 25 Settembre 2026 18:02
  • Data inizio: Domenica, 19 Luglio 2026
  • Data fine: Domenica, 30 Agosto 2026
  • Evento a pagamento: Sì
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