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Lacus Iuturnae. La fontana sacra del Foro Romano

Tornano ad essere visibili al pubblico sette sculture legate al contesto del lacus Iuturnae, la fonte di Giuturna situata nel Foro Romano. Tra le più importanti nell’antica Roma, le sue acque erano ritenute salutari. È il Tempio di Romolo che accoglierà dal 6 marzo e fino al 20 settembre questo prezioso gruppo scultoreo conservato nell’Antiquarium forense, da molti anni chiuso al pubblico e il cui restyling è in corso per una riapertura prevista entro l’anno.

L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma con Electa, riunisce le opere emblematiche legate al mito dei Dioscuri e  si avvale della curatela scientifica dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.

Il gruppo scultoreo dei due divini fratelli con i rispettivi cavalli e l’ara, che sui quattro fronti riporta immagini legate alla loro leggenda, insieme ad una ieratica statua di Apollo e al puteale in marmo bianco del pozzo della sorgente. Il puteale perfettamente conservato riporta due iscrizioni che ricordano il magistrato Marcus Barbatius Pollio (I sec. a.C. età augustea), il quale lo dedicò a Giuturna.

Iuturnai sacrum si legge, in riferimento alla ninfa con la quale i romani personificarono - come d’uso - la fonte sacra. I due miti del lacus Iuturnae sono collegati tra loro, in quanto la leggenda vuole che i Dioscuri siano apparsi ai Romani per guidarli contro i Latini nella battaglia al Lago Regillo (499 a.C.) per la difesa di Roma. Furono poi visti abbeverare i loro cavalli alla fonte di Giuturna e annunciare in  città la vittoria.

La sorgente, che scaturiva ai piedi del Palatino tra il Tempio di Vesta e quello dei Castori (come i Romani chiamavano i Dioscuri privilegiando il nome di uno dei due gemelli divini, Castore), fu individuata dagli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Più tardi, negli anni Ottanta, è stata oggetto di studio e ricerca da parte dell’Istitutum Romanum Finlandiae.

Il gruppo dei Dioscuri fu trovato in pezzi nella vasca della Fonte di Giuturna e in seguito ricomposto, come risulta evidente dall’attuale stato di conservazione, al punto da far supporre che le statue fossero state intenzionalmente colpite. La mostra ha offerto l’occasione di restaurare le opere esposte e risarcire le lacune con malte che favoriscono la lettura delle parti originali. Il gruppo in stile arcaico è databile tra la fine del II a.C. sec. e l’inizio del I sec. a.C.

Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola, forse Giuturna.

La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che completa la rassegna nel Tempio di Romolo è uno splendido esemplare in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio Aquarum).

L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate e torna adesso ad essere visibile al pubblico. Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra. Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più importante a Roma, sin dall’età arcaica.

Tutte le sculture esposte sono state oggetto di accurati interventi conservativi finalizzati alla presentazione al pubblico.

Tempio di Romolo

Il tempietto circolare del Foro Romano, noto come tempio di Romolo, apre nuovamente al pubblico per presentare il gruppo scultoreo della Fonte di Giuturna con uno straordinario allestimento che restituisce le suggestioni di acqua e luce dell’antica sorgente.

Per esaltare la pianta centrale dell’edificio, si è collocato il gruppo scultoreo dei Dioscuri con i cavalli nell’asse luminoso della lanterna barocca, mantenendo come fulcro l’ara romana della fonte intorno alla quale erano presumibilmente poste le sculture. La statua di Apollo fa da quinta, ieratica e imponente, all’intero gruppo scultoreo.

L’acqua, i cui riflessi sono stati ricreati sulle pareti del tempio illuminato da un nuovissimo impianto che riproduce la luce naturale, è il filo rosso che lega il monumento alle sculture del lacus Iuturnae. Infatti, ancora oggi il tempio conserva un pozzo quadrato senza parapetto, visibile attraverso un vetro nell’area destra del pavimento della rotonda, e nella cripta una sorgente d’acqua, utilizzata nella liturgia medievale dall’adiacente chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

All’epoca medievale risalgono i resti degli affreschi che decorano le pareti. In occasione di questa riapertura la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma ha operato interventi conservativi che hanno permesso di consolidare la fragile pellicola pittorica e consentito aggiornati studi con nuove datazioni. Anche all’esterno del tempio, nelle due nicchie che fiancheggiano la facciata concava ai lati dell’ingresso, e un tempo sede di statue di culto, ci sono tracce di dipinti murali risalenti al medioevo.

Il tempio di Romolo oggi si presenta come un edificio di mattoni coperto a cupola con un imponente portale. Nonostante il restauro integrale avvenuto nel XVII secolo, la decorazione, costituita da elementi di spoglio, come la stessa porta, non ha subito sostanziali modificazioni. Ma è soprattutto la porta di bronzo ad impressionare con la sua maestosità. Persino la serratura è ancora quella originale e perfettamente funzionante con la chiave di ferro costituita da un cuneo e da un’impugnatura tubolare. Per le caratteristiche stilistiche dell’incorniciatura in marmo bianco del portale, l’insieme risulta databile al periodo severiano (II-III secolo d.C.).

Sulla destinazione del monumento in età imperiale sono state avanzate numerose ipotesi, ma la più nota, e che ne dà il nome, è quella secondo la quale l’imperatore Massenzio avrebbe riutilizzato l’edificio come tempio dedicato al figlio, Valerio Romolo, morto in giovane età nel 309 e divinizzato.

Alcuni studiosi hanno ipotizzano che l’edificio sia stato progettato come vestibolo circolare di accesso al Foro della Pace, i cui scavi sono oggi visibili da via dei Fori Imperiali, per fungere da raccordo tra l’aula rettangolare, forse la biblioteca, del Templum Pacis appunto - trasformata nel VI secolo in chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (visibile anche dall’interno del tempio) - e la via Sacra. In origine il tempio aveva quattro porte in asse: le altre due comunicavano con le due aule absidate ai lati della rotonda.

Si è voluto anche riconoscere, sulla base dell’interpretazione delle fonti scritte, la ricostruzione massenziana del Tempio di Giove Statore e, nelle due aule rettangolari laterali, i sacelli dei Penati o Tempio dei Penati. Altre ipotesi hanno voluto variamentericonoscere nella struttura il Tempio dei Penati, fanum Urbis, la sala per le udienze del praefectus Urbi.

Nel medioevo l’edificio circolare ebbe la funzione di vestibolo della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, decorato con pitture parietali. I più antichi affreschi sembrano essere quelli esistenti nella cripta sotterranea e non accessibile ai visitatori. In una nicchia della cripta sono raffigurati la Madonna con bambino tra due santi che tengono in mano le cassette dei rimedi, forse i santi medici titolari della chiesa; quest’affresco è stato datato al X secolo.

Nella rotonda si succedono diversi cicli di decorazioni parietali: alla metà del XIII secolo possono essere assegnate pitture ad imitazione di tendaggi o velari che in origine decoravano le pareti. La nicchia absidata sulla sinistra della rotonda, che in basso ospita un sarcofago in terracotta, rappresenta al centro Cristo in trono tra Maria Maddalena e Maria Salomè  sulla volta i simboli dei Quattro Evangelisti e sulle paretine laterali a destra le Marie al sepolcro, a sinistra scena del Convito a casa di Simone il fariseo.

A sinistra dell’ingresso verso la parte sotterranea della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano è conservato un monumento funerario costituito da un tabernacolo incorniciato da colonnine, ornato in basso da riquadri in finti marmi policromi, con al centro la Madonna in trono con Bambino tra i santi medici: il dipinto è attribuito a Jacopo Torriti ed è databile alla fine del XIII secolo.

La presenza reiterata di santi con poteri curativi è da mettere in relazione con la presenza di sorgenti d’acqua considerata curativa, tanto che il luogo nel medioevo era meta di pellegrinaggio. In occasione della trasformazione barocca della chiesa da parte di papa Urbano VIII (1623-1644), l’edificio del Tempio di Romolo fu decorato con un lanternino sulla cupola, con iscrizione dedicatoria del 1638; il pavimento assieme con quello della chiesa seicentesca fu rialzato di circa 8 metri; l’edificio fu privato di almeno un terzo della sua altezza complessiva.

Solo alla fine del XIX secolo, con gli interventi di scavo di Rodolfo Lanciani, fu riportata la quota pavimentale antica e riallestita la porta originale, com’è visibile oggi.

Nel restauro eseguito dalla Soprintendenza per gli interventi legati al Giubileo del 2000 è stata completamente demolita la volta barocca ricostituendo la volumetria antica; il livello del XVII secolo è stato reso chiaramente riconoscibile con intonaco bianco e negli innesti delle volte di sostegno, così come i tronconi dei quattro pilastri portanti della volta seicentesca lasciati a testimonianza dell’intervento moderno.

Prenotazione: Facoltativa
Luogo: Foro Romano - Tempio di Romolo
Città: Roma
Indirizzo: P.zza s.Maria Nova, n.53
Provincia: RM
Orario: 8.30- 15
Telefono: 06 67232680
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://archeoroma.beniculturali.it

Ultima modificaMartedì, 08 Dicembre 2015 15:07
  • Data inizio: Venerdì, 06 Marzo 2015
  • Data fine: Giovedì, 10 Marzo 2016
  • Evento a pagamento: No

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