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Progetto Lunga Vita Festival 2018

All’insegna del rapporto tra Teatro Classico e Teatro Contemporaneo, Progetto Lunga Vita Festival porta per la prima volta la prosa sul grande palcoscenico dell'Accademia Nazionale di Danza, apre alle collaborazioni internazionali con un nuovo asse Italia-Spagna e ospita Skenè Lab, III edizione di Tradizione – Il Teatro di Domani, percorso formativo per giovani professionisti della scena, finalizzato alla produzione e realizzato con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori. Fra i protagonisti di PLVF 2018, artisti come Stefano Benni, Ascanio Celestini, Giorgio Colangeli, Maddalena Crippa, Filippo Dini, Lindsay Kemp, Francesco Montanari, Moni Ovadia, Nadia Baldi, Elisabetta Pozzi, Timothy Martin & The Amazing Grace Gospel Choir, Stefano Sabelli, Gianmarco Saurino, Edoardo Ferrario e Giorgio Montanini.

Il Progetto Lunga Vita - rassegna di teatro, danza, musica, arte e workshop, con la direzione artistica di Davide Sacco e la direzione organizzativa di Ilaria Ceci – diventerà un Festival nell’ambito dell’Estate Romana, e avrà come sede uno dei luoghi più affascinanti e magici della capitale. Da venerdì 13 a venerdì 20 luglio 2018, l’Accademia Nazionale di Danza sul colle Aventino si trasforma per la prima volta in un polo di incontro intitolato a tutte le arti della scena e non solo: otto giorni di eventi non stop dedicati al Mito e al Contemporaneo, inseriti in una cornice architettonica e paesaggistica ideale. La terrazza e il giardino del sito ospiteranno maratone di pittura, esposizioni e meeting, mentre sul palcoscenico si alterneranno gli spettacoli in cartellone e - grazie alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – il pubblico italiano e internazionale che nella stagione estiva affolla la zona archeologica potrà visitare, in via straordinaria e gratuita, l’adiacente Mitreo di Santa Prisca.

Francesco Montanari e Alfio Antico, con l’Ulisse di Davide Sacco (13/07), il progetto “Odissea, un racconto mediterraneo” di Sergio Maifredi, con Maddalena Crippa in Penelope e Moni Ovadia ne La gara dell’arco (17/07), la riscrittura del Moby Dick di Melville, firmata da Davide Sacco, con Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino (16/07), insieme a Elisabetta Pozzi con la sua Cassandra o del tempo divorato (19/07) presentano versioni nuove del Mito classico, per dimostrare quanto il passato sia ancora incredibilmente presente e attuale. Un salto nella contemporaneità che verrà affrontata direttamente attraverso uno sguardo vivo sul sociale e sulle grandi contraddizioni del Novecento. L'analisi delle barriere culturali sarà al centro dell’affresco danzante del coreografo Lu Zheng ne Il cielo la terra il popolo, una coproduzione italo-cinese, mentre nella Ballata dei senza tetto, il suo nuovo spettacolo, Ascanio Celestini propone un vero canto di umanità (15/07); con La morte della bellezza la regista e interprete Nadia Baldi rivisita la poesia tagliente di Patroni Griffi (16/07); l’Aspettando Godot diretto da Filippo Gili con Giorgio Colangeli e Paolo Briguglia sarà una grande indagine sulla fragilità (18/07). Presente la musica con il concerto di Timothy Martin & the Amazing Grace Gospel Choir (18/07). Inoltre le stand-up comedy proposte riveleranno un’attenzione speciale alle aporie dei nostri giorni, con l’umorismo autoironico del trentenne Edoardo Ferrario (19/07) e il grido ispirato di Giorgio Montanini Live (20/07).

Obiettivo del Festival, però, non è solo veicolare arte e cultura tramite la proposta di spettacoli serali, ma anche creare una cittadella che diventi punto di ritrovo per la città. Si inseriscono in questo contesto le tante attività offerte al pubblico: il Mercato dell'arte e della civiltà per dare spazio alle giovani realtà culturali e l'Agorà della drammaturgia per far conoscere i nuovi autori (14/07), incontri a tema con personaggi illustri, come Cristian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino (16/07) o il Maestro Elio Pecora (17/07), baluardo della poesia italiana del Novecento, il coreografo e ballerino Lindsay Kemp (18/07), gli scrittori Paolo Di Paolo e Antonio Pascale, che parleranno dell'esperienza del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, insieme alla curatrice Antonella Bolelli Ferrera, all'editore Giulio Perrone e a Federico Ragno, giovane vincitore del concorso. E ancora, il contest di live painting SperimentAZIONI, a cura di Violetta Carpino (15/07), il ciclo di incontri Letteralmente parlando a cura dei Ragazzi di Via della Gatta, laboratori per bambini (tenuti dalla Hockety Pockety), Biosignal Dance di Pietro Lama e workshop di social media storytelling (Fattiditeatro).
Fiore all'occhiello del Festival sarà l'apertura di Skenè Lab, III edizione del progetto “Tradizione - Il teatro di domani”, realizzato con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Lindsay Kemp, Stefano Benni, Filippo Dini e il prof. Giuseppe Rocca saranno i docenti di un'accademia internazionale - totalmente gratuita - per 30 giovani professionisti della scena selezionati su bando, e finalizzata alla produzione di opere originali ispirate alla tragedia classica. Il corso si chiuderà con la presentazione di un estratto dei nuovi lavori al pubblico di Progetto Lunga Vita Festival e a una giuria di esperti. Lo spettacolo vincitore debutterà con residenza al Calatafimi Segesta Dionisiache Festival.

Nel contesto attento alle relazioni interregionali e internazionali che caratterizza il progetto, al gemellaggio già in atto con Segesta, con il Festival di drammaturgia contemporanea Quartieri dell’Arte e con il Portus Lunae Art Festival (nel progetto STAR Sistema Teatri Romani Antichi della Liguria), si aggiunge quello fra la manifestazione romana e il Festival Internazionale del Teatro Classico di Almagro (Spagna) diretto da Ignacio Garcìa. Dedicato alla drammaturgia del XVI e XVII secolo in lingua spagnola, il festival, ormai giunto alla sua 41a edizione, è considerato uno dei più importanti del mondo nella sua specificità: un evento culturale imperdibile che si svolge durante il mese di luglio ad Almagro (Ciudad Real), splendida città monumentale di origine romana, nella pianura della Mancia. L’accordo inizia quest’anno con la promozione incrociata dei due festival nei rispettivi paesi, e si concretizzerà nella stagione 2019/2020 con la dedica al Secolo d’Oro dell’edizione 2019 di “Tradizione – il teatro di domani” e l’impegno ad ospitare le reciproche produzioni.
 
Progetto Lunga Vita Festival nasce con l’obiettivo di indagare il rapporto tra il classico e il contemporaneo anche nei paradossi che tali definizioni creano nell’arte e nella cultura del nostro tempo, contribuendo a smontare pregiudizi e luoghi comuni. In questo senso sono particolarmente qualificanti l’attenzione al mondo giovanile e la volontà di allargare il pubblico di riferimento al di là dei confini consueti. Per questo gli organizzatori hanno deciso di puntare al coinvolgimento di una platea sempre più ampia ed eterogenea, con una grande varietà di generi, l’offerta di eventi pomeridiani gratuiti e particolari forme economiche di avvicinamento al teatro, come gli abbonamenti su reddito ISEE.

L'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.

GLI SPETTACOLI

13 LUGLIO Venerdì

Ore 22.00
Francesco Montanari e Alfio Antico in
ULISSE
Scritto e diretto da Davide Sacco
co-produzione Tradizione Teatro e Attori & Tecnici

La ricchezza di Itaca non è nell'approdo, ma nel viaggio, afferma Konstantin Kavafis nel suo famoso poema, e sembrava averlo chiaro in mente quell'Ulisse “multiforme” dell'Odissea, che non esita a ricercare l'avventura “per seguire virtute e canoscenza”, per dirla con Dante.
Il concerto-spettacolo proposto da Davide Sacco, però, vuole affrontare la mitologica figura di Ulisse non solo nella sua brama di esperienze, ma anche nelle relazioni che ha avuto con i personaggi che, durante il viaggio, lo hanno ospitato. Era, infatti, sacra l'ospitalità per i Greci, e su questo il testo pone l'accento, sui porti sempre aperti, sulla volontà di accoglienza, sulla necessità di esperire l'altro, anche se diverso. Una lezione di civiltà oggi più che mai necessaria, che parte da Omero e attraversa la letteratura occidentale, per mostrarsi ai nostri occhi incredibilmente viva e attuale.
Le parole recitate da Francesco Montanari si fondono con la musica antica di Alfio Antico, che sembra provenire dal centro del mondo, in un risultato poetico ed emozionante, che non può lasciare indifferenti.

15 LUGLIO Domenica

Ore 20.30
IL CIELO LA TERRA IL POPOLO
coreografie di Lu Zheng
Vice coreografi NaiLong Song e ChuRui Jiang
con Arianna Limina, Antonio Buonaiuti, Margherita Petrosino, Silvia Legato, Chiara Zanaga, Alessandra Berti, Chiara Vecchiato, Francesco Palmitesta, Marco Belsito, Marta Pendenza, Perla Gallo, Stefano Neri
produzione Arte Studio Cultura Orientale

Lo spettacolo nasce dall’idea di far dialogare sul palcoscenico due mondi, tecniche e linguaggi culturalmente differenziati: la danza tradizionale cinese e le forme contemporanee occidentali.
Lu Zheng ha vinto svariati premi in Cina, partecipato alle coreografie delle cerimonie olimpiche di Pechino, e proposto spettacoli di successo sulla danza Yangge a Roma e a Pescara. Churui Jiang è una danzatrice e coreografa di straordinario talento, vincitrice della competizione internazionale di danza di Singapore.
“Quando il cielo, la terra e il popolo sono collegati è il momento giusto per sfidare la fortuna.” Recita così un antico detto popolare cinese che Lu Zheng e Churui Jiang hanno immaginato prendere vita, veicolandolo in una felice triangolazione di elementi diversi e nella libertà di un linguaggio coreutico innovativo e interculturale. Dall’unione di due saperi, di Lu Zheng e Churui Jiang, entrambi  e coreografi, nasce l’idea di trasporre sul palcoscenico l’immagine di una danza ibrida, che attira la funzionalità evocata dal gesto simbolico di ispirazione
Duplice l’intento di quest’operazione: da una parte, il desiderio di promuovere la cultura tradizionale cinese in Italia attraverso l’arte della danza; dall’altra, la volontà di portare in scena gli anni di studio alla Beijing Dance Academy – durante i quali i due artisti hanno interiorizzato la danza tradizionale e popolare cinese nelle sue varie espressioni etniche – e quelli all’Accademia Nazionale di Danza di Roma che coincidono con l’approssimarsi alla danza contemporanea di impronta occidentale e che ne hanno radicalmente influenzato lo stile. Emerge così uno stile unico, antico e moderno al tempo stesso, che in modo armonico, proprio come il momentum che tiene saldi insieme cielo, terra e popolo evocato dal proverbio, scivola dalla danza cinese a quella occidentale, congiungendo i due linguaggi in una sola autentica e vitale espressione.

Ore 22.00
Ascanio Celestini in
BALLATA DEI SENZA TETTO
di Ascanio Celestini
con Gianluca Casadei (fisarmonica, tastiere e live electronics)
produzione Fabbrica S.R.L.

Improvvisazione tra gli spettacoli di Ascanio (ogni sera una storia diversa)

Il barbone di Laika o la barbona di Pueblo? La cassiera del supermercato di Pueblo o la Vecchia di Laika che va a farci la spesa insieme alla prostituta e alla donna con la testa impicciata?
Giobbe l’analfabeta che conosce il grande magazzino a memoria non è ancora entrato in nessuno dei due testi, ma la sua storia è già scritta. E nemmeno la storia del magazziniere che odia lo zingaro, ma quest’ultimo lo conosciamo già da Pueblo. Questi e altri possono essere i personaggi di questo progetto di narrazione che attraversa tre spettacoli: Laika, Pueblo e il terzo che è ancora in via di formazione.
Portiamo in scena Laika da oltre due anni e da poche settimane abbiamo debuttato con Pueblo.
Questi due spettacoli fanno parte di una trilogia che prima o poi completeremo, ma il senso di questo lavoro è di scrivere una drammaturgia unica fatta di tanti personaggi che si muovono in un unico ambiente: una periferia che ruota attorno a due parcheggi, quello del supermercato e quello di un grande magazzino pieno di pacchi.
Il narratore racconta quello che vede. Alle volte è ciò che conosce, altre è quel che immagina.
Dunque prenderemo i racconti dei tre spettacoli e li smonteremo come un mazzo di carte dal quale pescare ogni volta figure diverse.

FilippoDini StfanoSabelli AscanioCelestini PaoloBriguglia MaddalenaCrippa GiorgioColangeli IlariaCeci DavideSacco PLVF2018

16 LUGLIO Lunedì

Ore 20.00
Stefano e Gianmarco Saurino
in
MOBY DICK
Da Hermann Melville
Testo e regia di Davide Sacco
Musiche dal vivo di Giuseppe Spedino Moffa
Produzione Teatri Molisani Soc. Coop.

Naviga nei mari dell’anima e dell’inconscio questa riscrittura dell’opera di Melville di Davide Sacco. Figlio “naturale” della cultura occidentale, Achab, nella balena bianca, vede i limiti dell'uomo e si getta nella sua iperbolica caccia, con l’unica fiocina possibile: la forza della Ragione, del Sapere, dell’Arte.
Si trasforma così in tutti i protagonisti della storia della letteratura che hanno solcato e sfidato i mari della Conoscenza tuffandosi, senza paura, fra i grandi monologhi di Shakespeare e Moliere o nei saggi di Artaud, che ne formano le maestose onde. Incrocia la sua sfida al mostro degli oceani, Ismaele, giovane, forte, bello, in tutto simile ad Achab, per tenacia e capacità di saper improvvisare e stare sull’onda! Così simili da essere, forse, padre e figlio! O, forse, diversi ma entrambi uniti nella forza d’affrontare il proprio mostro. Dentro il mare del Sé.
Esistono due mondi nel fondo dell’uomo: uno emerso, di nero pece, bitorzoluto, figlio di ferraglia rugginosa, inscritto nella fisica, nell’algebra, inciso a fuoco in canti e musiche, incestuoso di sogni americani, di saluti alla folla, di: “…scegli un pezzo di terra, punta la bandiera e coltivalo!” Poi, parallelo, c’è un mondo subacqueo, intontito da un silenzio ovattato che lascia posto solo agli ultrasuoni, a echi provenienti dalla superficie e dagli abissi, un mondo di mostri dell’anima, che trainano le nostre azioni in maniera del tutto inconscia, con potenza animalesca tale da strappare le funi della ragione. La maggiore difficoltà nella riscrittura di un testo-mondo qual’è Moby Dick, è interpretare il ruolo della balena bianca nell’economia della narrazione: “Se qualcuno vuole dirvi cosa rappresenti Moby Dick, voi non credetegli” (A. Baricco).
Ecco, il punto di vista scelto da Davide Sacco nel trasporre in scena il capolavoro di Melville! Un’opzione che lascia allo spettatore la possibilità di leggere nel bianco capodoglio le sfumature che preferisce e di solcare con Achab il mare della solitudine e della ricerca, per scontrarsi, con i propri limiti. Pure, questo allestimento, è un corpo a corpo fra Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino, fra Achab e Ismaele, tanto importante che, nella loro lotta, all’ultimo spasimo, si legge piuttosto un rapporto padre-figlio: tanto più intimo, profondo, contraddittorio quanto più solido e pervasivo è in scena il loro incontro-scontro Due protagonisti, che diventano facce della stessa medaglia: esperienza e ingenuità, temperanza e irruenza, passione e disillusione. Possono scambiarsi di ruolo ma non perdono mai di coerenza e integrità. Allo stesso tempo “uniti e soli” trovano conforto – e necessità – nell’enorme, sconfinata distesa d’acqua che li circonda. Due personaggi che forse vivono solo della loro immagine riflessa nel mare, un oceano che nasconde il segreto della balena e che si appresta ad inghiottirli. Ma forse Ismaele, emblema dell’uomo che supera i propri limiti e ne esce rinnovato e purificato, riuscirà a salvarsi.

 

Ore 22.00
LA MORTE DELLA BELLEZZA
di Giuseppe Patroni Griffi
con Nadia Baldi, Franca Abategiovanni, Marina Sorrenti, Antonella Ippolito, Rossella Pugliese
regia Nadia Baldi
Produzione Teatro Segreto S.R.L.

La morte della bellezza di Giuseppe Patroni Griffi, è un romanzo classico e storico. È la vicenda di un amore omosessuale fra due giovani, sullo sfondo di una Napoli in piena guerra e sotto i bombardamenti aerei; amore sensuale e sentimentale, controverso e negato, che l’atmosfera crudele e incantata di una città fatale rende simbolico come le fiamme che la esaltano e distruggono. Emerge il conflitto fra l’educazione sentimentale e la celata omosessualità del sedicenne Eugenio che, insidiato dal giovane tedesco Lilandt, prima lo rifiuta e poi si getta impetuosamente in un legame amoroso.
Cinque attrici sono l’unica scenografia, resi viventi da un accordo di morbide e graffianti musiche che illuminano il palcoscenico. Qui il soggetto non è soltanto quello dichiarato in prima battuta Com’era bella Napoli quaranta anni fa, ma anche l’omosessualità, che lo scrittore-regista narra con cenni insoliti e coraggiosi, afferrati nella sua intrinseca e naturale inclinazione scenica dal riadattamento di Nadia Baldi.
Nella Napoli del ‘43, sotto i bombardamenti incessanti, brucia la storia di due giovani la cui straordinaria bellezza ha come sfondo una città contraddistinta, quaranta anni fa, dallo splendore di Posillipo e del mare. Meglio che i Caraibi.
La mimesi linguistica, presentata con grazia ed ironia dalle cinque protagoniste, celebra la consacrazione, da parte di Eugenio e Lilandt, ai sensi del corpo, alla voluttà di un amore tormentato, negato ed in seguito bramato. Ebbe la sensazione che tutta quanta la sua vita, con la rapidità di una fisarmonica che si chiude, si concentrasse per arrivare a questo momento. La morte della bellezza, nel riadattamento, rispetta ed esalta lo “stile d’acqua” di Patroni Griffi che, associato alla capacità da parte delle interpreti nel trattare con una rara attitudine gestuale e vocale un argomento così delicato come la omosessualità, scorre fluente come acqua.
La rielaborazione del testo evidenzia una grande abilità femminile a raffigurare con destrezza e maestria l’avvenenza e la riluttanza di un amore maschile. Una nota caratteristica si concentra sull’ironia di pezzi musicali che irrompono prepotentemente sulla scena, adeguandosi alla situazione ambientale concreta di una Napoli sempre sospesa tra farsa e realtà.

17 LUGLIO Martedì

Ore 20.00
Moni Ovadia in
ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO
LA GARA DELL'ARCO (Canto XXI)
Progetto e regia di Sergio Maifredi
Prod. Teatro Pubblico Ligure

Ore 22.00
Maddalena Crippa in
ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO
PENELOPE (Canto XXIII)
Progetto e regia di Sergio Maifredi
Prod. Teatro Pubblico Ligure

Consulenza letteraria Giorgio Ieranò e Matteo Nucci
Direttore produzione e comunicazione Lucia Lombardo

Sergio Maifredi, direttore di Teatro Pubblico Ligure, porta a Roma una giornata dedicata a Odissea un racconto mediterraneo, un progetto da lui ideato, diretto e affidato a grandi cantori contemporanei. Martedì 17 luglio si potranno seguire due canti del poema omerico, uno dopo l’altro: alle ore 19,30 Moni Ovadia sarà protagonista de “La gara dell’arco” (canto XXI), iniziando alla luce del giorno com’era tradizione nell’antichità; alle ore 22 Maddalena Crippa darà voce a “Penelope” (canto XXIII). Gli spettacoli sono concepiti come autonomi, anche se fanno parte di un progetto omogeneo.
“Odissea un racconto mediterraneo è un progetto permanente” - dichiara Sergio Maifredi – “un percorso da costruire canto dopo canto scegliendo come compagni di viaggio i grandi cantori del teatro contemporaneo e quegli artisti che sappiano comunicare in modo estremamente diretto, non con la protezione del “buio in sala” ma guardando negli occhi il proprio pubblico, non proteggendosi dietro gli schermi delle belle luci o di una bella musica di sottofondo ma affrontando a mani nude la parola. Odissea ha debuttato nel 2009 e ha inchiodato ai sedili di pietra dei teatri antichi e di velluto rosso migliaia di spettatori e porta a Roma due spettacoli affidati ai più grandi interpreti di oggi”.

La tappa di Roma rientra nel progetto STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, ideato da Teatro Pubblico Ligure e nato in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni ed il Ministero dei Beni Culturali al fine di promuovere il patrimonio archeologico che si affaccia sul Mediterraneo attraverso spettacoli ed eventi. Il progetto STAR ha contribuito concretamente all’aumento dei visitatori nei siti archeologici, che insieme a quello registrato nei musei ha portato la Liguria al più 33 per cento indicato nei dati resi pubblici dal ministero nel 2017. Odissea fa parte del progetto Iliade Odissea Eneide Un racconto mediterraneo e va in scena dal 2011 nei siti archeologi e nei teatri antichi d’Italia grazie a STAR - Sistema Teatri Antichi Romani, progetto del Teatro Pubblico Ligure nato in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni ed il Ministero dei Beni Culturali al fine di promuovere il patrimonio archeologico che si affaccia sul Mediterraneo attraverso spettacoli ed eventi: Parole antiche per pensieri nuovi . www.teatropubblicoligure.it.

Maddalena Crippa

18 LUGLIO Mercoledì

Ore 20.00
TIMOTHY MARTIN & THE AMAZING GRACE GOSPEL CHOIR
Concerto gospel diretto da Timothy Martin

L’Amazing Grace Gospel Choir nasce nel 2005 con fine didattico musicale completo e lo scopo di accrescere la conoscenza storico-culturale della musica religiosa afro-americana attraverso corsi specifici: storia della musica afro-americana, analisi di dizione/conversazione/testo inglesi, principi di teoria della musica, yoga (per la consapevolezza collettiva e individuale del corpo cantante come strumento spirituale che respira), lezioni di canto individuali e il workshop del coro Gospel.
Timothy Martin, fondatore e direttore artistico del coro, già all’età di 16 anni è diventato Maestro di coro Gospel e a Roma, presso L’American University of Rome, sponsor ufficiale del coro, è docente di Storia dell’Opera. L’Amazing Grace Gospel Choir promuove la cultura americana attraverso il linguaggio universale della musica con un ricco repertorio: dai Spiritual afro-americani più tradizionali al Gospel più moderno.
Il coro, formato da 40 elementi provenienti da diversi Paesi del Mondo e affiancato da vari musicisti, ha preso parte a numerosi eventi organizzati del Comune di Roma quali La Notte Bianca, l'Estate Romana e il Fontanone Estate, e poi "La Bibbia Giorno e Notte", organizzata dalla RAI presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme , il “Concerto Natalizio” accompagnati dall’Orchestra della Guardia di Finanza presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, e alcuni concerti per gli eventi dell’Associazione La Caramella Buona. Numerosi eventi anche per l’Ambasciata Americana presso la Santa Sede e per l’Ambasciata Americana di Roma, La Città del Vaticano, Palazzo Farnese e Villa D’Este. Da ricordare anche l’esibizione del coro presso il Teatro Rendano di Cosenza, e in Austria a Salisburgo.
Nel 2018 su richiesta di Milly Carlucci il coro ha partecipato a “Ballando con le Stelle” insieme a Suor Cristina. Per il 2019 l’Amazing Grace Gospel Choir sta organizzando la sua prima tournée negli Stati Uniti.

Ore 22.00
Giorgio Colangeli e Paolo Briguglia in
ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
con Riccardo De Filippis e Giancarlo Nicoletti
regia Filippo Gili
produzione Altra Scena

Messinscena a pianta centrale di uno dei testi capisaldo della drammaturgia mondiale, quell’ “Aspettando Godot” che continua a rivoluzionare il nostro modo di sentire e intendere il teatro e l’uomo.
Aspettare Godot come aspettare ‘il domani’. Un domani che ‘ogni oggi’ sarà domani. L’ombra che non s’afferra. Il cane che non se la può mordere, la coda. Nella trappola psichica di un futuro talmente vicino, ‘domani’, da sembrar prendibile. Ma che nessuno ha davvero voglia di veder comparire. Perché se li mettessimo sotto ipnosi, Didi e Gogo esprimerebbero la paura di vederselo inverato, questo domani, questo agire, questo futuro dietro un angolo costante e tondo, continuo, prossimo ma non afferrabile. E’ il paradigma massimo di un ponte costante, questo testo; che come nessun’altra opera rappresenta lo ‘statuto opaco’ della contemporaneità. E non si può che tentare di favorirla, questa scarsa nitidezza. Mettere in scena la molle, elastica contraddizione fra positivismo del cervello e quel medioevo della psiche che vuole fermarla, la realtà: fosse anche una disgraziata realtà. Perché più del domani, sia il ‘forse’, a trionfare. Uno stagno mistico del vivere che la fischietta, la paura di morire; bleffandola di un infinito, ripetitivo oggi ‘aperto’. Sotto un albero ‘unica cosa viva’. E sopra una terra mobile, spaventata, angosciata d’essere la casa, di questa perversità.

19 LUGLIO Giovedì

Ore 20.00
Edoardo EdoardoFerarrio in
DIAMOCI UN TONO
Produzione Altra Scena

In un momento storico così confuso, vale la pena chiudersi in casa in preda alle ansie? Meglio uscire, se non per trovare risposte, almeno per farsi qualche domanda. Dopo il successo di Edoardo Ferrario Show, il comedian romano torna sui palcoscenici più importanti d’Italia con Diamoci un tono, il suo nuovo one man show satirico: più che un titolo, un consiglio spassionato per adeguarsi ad una situazione anomala.
In oltre un’ora di monologhi, Edoardo si interroga sul suo rapporto con lo sport, l’amore, l’alimentazione sana, il suo strano lavoro, la politica, i viaggi, la nuova musica italiana e le persone che si alzano in piedi appena l’aereo atterra e rimangono mezz’ora così. Quale orizzonte si staglia per un trentenne che si fa molte domande? Tutto inizia con un’automobile che arriva a Rimini nel cuore della notte. Le portiere si aprono e scendono due irresponsabili. Venite a sentire come va a finire.
Edoardo Ferrrario nasce a Roma nel 1987. Porta i primi monologhi nei locali di Trastevere e San Lorenzo, si esibisce in inglese nei pub per turisti e partecipa in varie occasioni alla trasmissione Ottovolante di Radio2. Nel 2012 Sabina Guzzanti lo chiama a far parte del cast fisso e come collaboratore ai testi di Un, Due, Tre, Stella! su La7. L’anno successivo interpreta per la prima volta il personaggio di Filippo “Pips” De Angelis ne La Prova dell’Otto di Caterina Guzzanti su Mtv. Nel 2013 porta in scena Temi Caldi, il suo primo spettacolo di stand up comedy. Nel 2014 è ideatore, autore e interprete di Esami – La serie, che totalizza milioni di visualizzazioni su YouTube e viene premiata come miglior webserie italiana al Taormina Film Fest e al Roma Web Fest. Nel frattempo, riceve il premio più ambito all’interno della sua università: la laurea in Giurisprudenza. Nel 2015 lavora con Serena Dandini nel programma Staiserena su Radio2 e riceve il “Premio Satira” a Forte dei Marmi. Nel 2016 scrive, dirige ed interpreta la web serie Post-Esami su Youtube, che segue le vicende dei protagonisti della prima stagione, e prosegue il suo lavoro a Radio2 nella conduzione del programma I sociopatici con Andrea Delogu e Francesco Taddeucci. Da Marzo del 2016 fa parte del cast di Quelli che il calcio su Rai2, condotto da Nicola Savino e dalla Gialappa’s band e si esibisce nel suo nuovo spettacolo di stand up comedy Edoardo Ferrario Show.

 

Ore 22.00
Elisabetta Pozzi in
CASSANDRA O DEL TEMPO DIVORATO
Drammaturgia, regia e interpretazione Elisabetta Pozzi
con il contributo di Massimo Fini
cura del movimento Alessio Maria Romano
Produzione Fondazione Teatro Due

I miti sono vivi e servono ancora oggi a raccontare la parabola di una modernità perduta, smarrita nei valori che non recupererà più.
Questa Cassandra nasce dalle parole antiche di Seneca, Eschilo ed Euripide, ma anche da quelle più vicine e contemporanee di Christa Wolf, di Jean Baudrillard, T.S. Eliott, W.Szymborska e del poeta Ghiannis Ritsos.
Elisabetta Pozzi, con la collaborazione dell’autore e giornalista Massimo Fini, disegna il mito portandolo all’oggi per indagare la nostra civiltà orfana di identità. Cassandra è l’eroina tragica destinata ad avere il dono della preveggenza ma a non essere creduta per aver rifiutato l’amore del dio Apollo; è ancora l’emblema della lucidità, capace di vedere i cavalli di Troia che la nostra società ha accolto condannandosi alla catastrofe.

Elisabetta Pozzi 01

20 LUGLIO Venerdì

Ore 20.00
SKENÈ LAB
Serata di premiazione
con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori

Ore 22.00
Giorgio Montanini
in
GIORGIO MONTANINI LIVE
Produzione Altra Scena

Il comedian più irriverente del panorama italiano, l’unico che ha portato la sua dissacrante comicità senza censure in tv, torna quest'anno con un nuovo spettacolo. Niente orpelli scenici, nessuno specchio per le allodole. Sul palco, con il Nemico Pubblico nazionale, Giorgio Montanini rispetta rigorosamente le caratteristiche della satira e le celebra una per una. Un mix di riflessioni dalla comicità tagliente per smontare tutti i luoghi comuni e le certezze che accomunano il nostro benpensante Paese. Montanini, con la sua stand up comedy, spara sul buonismo degli italiani e lo distrugge. Una satira feroce, politicamente scorretta che caratterizza tutti gli spettacoli del comico più sagace e sferzante della nuova scena comica. Dopo il successo del tour nazionale di Per quello che vale, spettacolo che ha registrato continui sold out nei più prestigiosi teatri italiani, dal Brancaccio di Roma al Nuovo di Milano, Giorgio Montanini è pronto per il nuovo live show della stagione 2017/18. Cos’è il centro? Connotazione geografica a parte, il centro rappresenta, nell’immaginario comune, il fulcro, il cuore, l'equilibrio, la stabilità, la sicurezza, il giusto. Quando l’immaginario si concretizza e cresce attraverso convenzioni, luoghi comuni e sovrastrutture sociali, chi ci assicura che quello sia veramente il centro?
Nel film Matrix gli uomini vivevano una vita apparentemente reale, credevano fermamente in quello che vedevano. In realtà erano addormentati e vegetavano in uno stato comatoso indotto. Indotto dalle macchine che li sfruttavano e se ne servivano come fonte di energia e sostentamento. Noi ci siamo mai chiesti se ciò che diamo per assodato essere giusto, sia giusto veramente. Sia giusto per tutti e non solo per pochi. Ci siamo mai chiesti se, i parametri utilizzati per definire il “giusto”, non vengano redatti definiti e diffusi proprio da quei pochi? Sappiamo cosa sia la pazzia, di cosa aver paura, cosa sia l’estremismo perché ne siamo consapevoli o perché ce l’hanno detto? Se siamo consapevoli allora la nostra specie è fottuta, fottuta, già estinta. Se ce l’hanno detto e scopriamo che non è vero, come accade Matrix e iniziamo la rivoluzione. Nel suo settimo monologo, Giorgio Montanini rispetta rigorosamente le caratteristiche della satira e le celebra una per una. Schernisce il potere moderno, mai così spietato ma allo stesso tempo quasi infantile, autolesionista-goffo-bulimico. Contemporaneamente non si esime dall’assumersi le responsabilità individuali e non risparmia nulla al pubblico. Lo ammonisce e lo esorta a prendere coscienza che, per quanto paradossale, il potere e quindi il destinatario delle invettive, siamo noi.

Autore e attore, Montantini è entrato a far parte del gruppo Satiriasi, il primo esperimento italiano di Stand Up Comedy, nel 2008. Nel 2011 ha portato in scena in diversi teatri italiani il suo primo spettacolo dal titolo Nibiru e, negli anni successivi, Un uomo qualunque. Nel 2013, nel programma di Rai2 #Aggratis!, è stato ospite fisso, nonché autore dei testi della trasmissione. Nel 2014 è stato il protagonista assoluto di Nemico Pubblico su Rai 3, la sua prima trasmissione televisiva. Nello stesso anno, con tutto il gruppo di Satiriasi, ha riscosso grande successo di pubblico su Sky (Comedy Central) con Stand Up Comedy, un programma innovativo che ha portato la stand up comedy in tv. Dato il successo, la trasmissione è stata confermata anche nel 2015. Sempre nel 2014, su Rai 3, ha curato la copertina satirica del talk show Ballarò, in sostituzione di Maurizio Crozza. Dato il successo registrato nelle prime due edizione è stato nuovamente il protagonista di Nemico Pubblico, la terza stagione è andata da giugno a settembre 2016. Per la stagione 2017 è stato tra i protagonisti della trasmissione Nemo Nessuno Escluso (Rai2) e di una lunga tournée con il suo sesto monologo Per quello che vale. Attualmente è impegnato in una nuova tournée che tocca diverse città italiane con il nuovo live.

www.tradizioneteatro.com

Ultima modificaVenerdì, 15 Giugno 2018 22:38
  • Data inizio: Venerdì, 13 Luglio 2018
  • Data fine: Venerdì, 20 Luglio 2018
  • Evento a pagamento:

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