Giorgio Milani. Babele alla Teresiana
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Segni, lettere e alfabeti che si accumulano fino a diventare architetture: è il mondo di Giorgio Milani (Piacenza, 1946), a cui la Biblioteca Teresiana di Mantova dedica dal 27 giugno al 19 settembre 2026 la mostra Babele, prima personale mantovana dell'artista, a ingresso libero. Curata da Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi e promossa dal Comune di Mantova e dalla Biblioteca Teresiana, l'esposizione riunisce 70 opere, tra dipinti e sculture, dei cicli più iconici dell'artista: le Torri di Gutenberg, le Babeli, i Poetari e le Sindoni.
Babele, metafora dei linguaggi
La ricerca di Milani abita una dimensione di confine tra scultura, grafica e riflessione concettuale, e si configura come una costante indagine sul potere comunicativo delle forme e dei simboli. Le sue opere si caratterizzano per una fitta stratificazione di segni, lettere e alfabeti — reali e immaginari — concepiti come strutture architettoniche capaci di evocare archivi della memoria. In questa prospettiva "Babele" diventa metafora della molteplicità dei linguaggi e delle culture, ma anche immagine della complessità del mondo contemporaneo e della necessità di costruire relazioni e comprensione reciproca attraverso la comunicazione e il dialogo. L'arte di Milani si offre così come strumento di riflessione critica sulla società, sui meccanismi della conoscenza e sulla possibilità di condividere il sapere.
Proprio di questo sapere la biblioteca è il simbolo più alto e profondo: non a caso la mostra è ospitata dalla Biblioteca Teresiana, fondata nel 1780, luogo storicamente dedicato alla conservazione e alla trasmissione del sapere scritto, celebre per il valore del suo raro e pregiato patrimonio antico. Il tema del linguaggio lega inoltre la mostra al più ampio contesto culturale cittadino, in dialogo con la Giornata Europea della Cultura Ebraica (6 settembre 2026) e con il Festivaletteratura di Mantova (9-13 settembre 2026): un percorso interdisciplinare che favorisce l'incontro tra arti visive e letteratura. L'allestimento è a cura di Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Annalucia D'Erchia e Daniela Mori (Politecnico di Milano, Polo di Mantova, Dipartimento ABC), e il catalogo, edito da LetteraVentidue, raccoglie i contributi dei curatori, un saggio di Alberto Fiz e una selezione ragionata dei principali testi dedicati all'artista.
I cicli e la scrittura come immagine
Al centro dei cicli esposti c'è la parola che si fa forma. I Poetari, cuore della produzione di Milani, nascono da un percorso avviato a metà degli anni Sessanta nello studio del rapporto tra immagine e scrittura; realizzati alla fine degli anni Ottanta, sono esposti per la prima volta nel 1997 a Milano nella mostra Poetari di fine Gutenberg (Fondazione Stelline, patrocinio del Comune di Milano, a cura di Tommaso Trini). Allo stesso anno risale il Poetario Blu all'Università Cattolica di Piacenza, mentre l'anno seguente il Libro Poetario di Gutenberg abbellisce l'ingresso della Biblioteca Passerini Landi. Ai Poetari si affiancano nel tempo altri cicli, dalle Torri di Gutenberg alle Babeli, fino alle Sindoni e ai lavori bianchi presentati nel 2016 come Nuovi Poetari. Sublimazioni, Sindoni, Intagli.
Un percorso internazionale
La carriera di Milani è costellata di tappe di rilievo. Dopo Art Miami (1998 e 1999) e il Jesus-Poetario, Crocifisso di fine millennio esposto nel 1999 alla Fondazione Stelline e oggi all'Università Cattolica di Piacenza, arrivano Poetari di Cielo a Reggio Emilia (2000, a cura di Luciano Caramel), la personale del 2002 al Druckunst Museum di Lipsia e, nel 2005, l'invito alla XIV Quadriennale di Roma con Opera aperta, poetario di circa 1.800 fregi e caratteri tipografici. Nel 2007 espone da Agorarte a Milano (a cura di Philippe Daverio), realizza la fontana in marmo di Carrara Dove mormori eterna l'acqua di giovinezza — dal titolo ispirato agli Ossi di seppia di Montale — ed è al Mart di Rovereto, mentre la DFG allestisce a Bonn cento sue opere. Nel 2009 è tra i sedici artisti chiamati a Berlino per la Biblioteca Statale Unter den Linden; nel 2010 firma la scultura-fontana Opera aperta fra Oriente e Occidente a Salsomaggiore e ROSAe, otto metri in acciaio e calcestruzzo, a Fiorenzuola d'Arda.
Nel 2011 inaugura Eco di Passi nella Memoria, il suo più grande poetario, con 190 pannelli di corten lavorati al laser sulla facciata del Campiello di Vigonovo (VE). Nel 2013 porta a Berlino Dalla Babele al rogo (Ambasciata Italiana) e Dalla Babele al dialogo (Istituto Italiano di Cultura), e a New York, per l'Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, Poetari e frottage (a cura di Daverio, al Consolato Generale) e White Words (Boffi Soho). Seguono, nel 2014, il Portale La Porta di Luce della Chiesa di Santa Franca e la facciata in corten della Madonna di Lourdes a Piacenza; nel 2018 le tre personali Di parole faccio Arte (Milano, Roma, Torino); nel 2020 l'antologica Giorgio Milani. La Scrittura come enigma (Volumnia, Piacenza, a cura di Elena Pontiggia, in undici sezioni); nel 2021 il poetario a pavimento per il cinquantesimo della SDA Bocconi; nel 2023 la partecipazione a Scritture irrequiete alla GAM di Roma; e, nel 2026, la scultura in acciaio Sinfonia di sapori allo Spazio Biffi 3.0 di San Rocco al Porto (Lodi).

Informazioni utili
- Mostra: Giorgio Milani. Babele, a cura di Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi
- Quando: dal 27 giugno al 19 settembre 2026
- Dove: Biblioteca comunale Teresiana, via Roberto Ardigò 13, Mantova
- Orari: martedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-13.00
- Ingresso: libero
- Catalogo: LetteraVentidue
- Info: tel. +39 0376 338460 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Data inizio: Sabato, 27 Giugno 2026
- Data fine: Sabato, 19 Settembre 2026
- Evento a pagamento: No




