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Dieci anni in GAM il museo si racconta a dieci anni dalla riapertura

gam 1La storia degli ultimi dieci anni della Galleria è una storia di trasformazione, cambiamento, ma anche di radici legate alla tradizione del museo, della sua storia e formazione, con il fine ultimo di valorizzare la collezione permanente.
I dati e il racconto di questi lunghi dieci anni, indicano anche la trasformazione della missione della Galleria d’Arte Moderna che, oltre a mantenere le sue caratteristiche legate alla conservazione, tutela e fruizione del patrimonio, è divenuta un centro di produzione e diffusione culturale, grazie a un processo
di contaminazione e di sviluppo di azioni integrate con il sociale, il mondo della formazione e dell’educazione.

Nuovo ordinamento scientifico e percorso espositivo

Il progetto di riordino della Galleria si vincola fortemente all’articolazione degli spazi museali della sede museale presso il complesso monumentale Sant’Anna.
Per questo motivo, sin dal primo quinquennio degli anni Duemila la Direzione della Galleria ha affidato la curatela del progetto del nuovo ordinamento scientifico e tutte le fasi della sua realizzazione a un gruppo di studiosi coordinato da Fernando Mazzocca e composto da Gioacchino Barbera, Luisa Martorelli, Carlo Sisi e dalla stessa Direttrice Antonella Purpura. La ricerca documentaria, storica e filologica è stata condotta da studiosi quali Silvestra Bietoletti, Alessandra Imbellone, Francesco Leone, Laura Lombardi e Anna Villari.
l nuovo ordinamento restituisce si struttura su tre piani e 19 sezioni, attraverso una selezione qualitativa delle opere, la fisionomia e la storia delle collezioni per offrirne un’immagine omogenea e un’agevole lettura al pubblico.

E 214 opere selezionate, 176 dipinti e 38 sculture, disegnano una nuova identità della Galleria ricostituendo i percorsi affascinanti di un gusto che portarono, sin dalla fondazione, ad acquisire pezzi che rappresentassero al meglio l’arte moderna in Italia, soprattutto alle Biennali di Venezia e in altre importanti rassegne o presso prestigiose gallerie private. Un insieme il cui fascino viene esaltato dalla bellezza dello spazio espositivo e dalle soluzioni scenografiche progettate dall’architetto Corrado Anselmi, che ha tradotto il progetto museale in progetto di allestimento.

Servizi educativi

Il recupero architettonico del Complesso Monumentale di Sant’Anna, il ripensamento dei percorsi museali e lo studio scientifico delle collezioni, sono stati l’occasione per progettare una nuova idea di Museo, moderno, accessibile, accogliente in grado di soddisfare il sempre più diffuso piacere della conoscenza e di assolvere ad una funzione insieme culturale e sociale ma senza mai perdere di vista i suoi obiettivi istituzionali.
Strumento privilegiato per l’affermazione di questa nuova idea del museo sono stati i Servizi Educativi. Progettati con riguardo ai principi espressi dal Codice Etico dell’ICOM ed alla funzione educativa che le collezioni d’arte possono ispirare e, congiuntamente, alle teorie dell’apprendimento attivo e personalizzato che rendono la visita di un luogo d’arte un’esperienza unica per avvicinare tutte le fasce di pubblico –sin dai 18 mesi - al mondo dell’arte, i Servizi Educativi costituiscono un’area strategica, un campo d’azione e di riflessione che rispecchia la missione culturale del museo, valorizzandone al contempo la sua collezione permanente.

Approccio metodologico

“Al museo - afferma il codice dell’Icom - spetta l’importante compito di sviluppare il proprio ruolo educativo e di richiamare un ampio pubblico proveniente dalla comunità, dal territorio o dal gruppo di riferimento. L’interazione con la comunità e la promozione del suo patrimonio sono parte integrante della funzione educativa del museo.”
La didattica alla GAM prende le mosse dall’idea del Museo inteso come luogo dell’incontro, dell’inclusione e dell’accoglienza, della crescita culturale e dell’apprendimento, ma anche come spazio in cui lasciarsi incantare. Elemento fondamentale di tutte le attività che si svolgono alla GAM è il valore dell’esperienza, in cui oltre all’aspetto cognitivo viene coinvolta anche la parte emotiva ed affettiva dei partecipanti. Per favorire il coinvolgimento, la didattica alla GAM intende l’Arte (nel suo rapporto profondo con le opere e la cultura materiale) nella sua interazione e col supporto dell’esperienza.
Le attività rivolte ai bambini comprendono sempre una parte dedicata a specifiche tematiche legate al patrimonio artistico e culturale della Galleria ed un’altra di tipo laboratoriale e manipolativa, ma anche creativa, che lascia spazio alla fantasia nel percorso di rielaborazione dell’esperienza vissuta, delle percezioni e del ricordo delle opere e dei loro dettagli, scoperti nella prima fase di attività. Pur con un approccio ludico e gioioso, la didattica vuole a superare i limiti di un mero intrattenimento a carattere divulgativo, privilegiando metodologie finalizzate all’apprendimento.
Infine, la vocazione sperimentale della didattica alla GAM è stata anche oggetto di interesse in ambito nazionale, come il laboratorio COLORATO E FELICE, un laboratorio sperimentale con bambini dai 18 ai 36 mesi e i loro genitori, progettato da Civita Sicilia e divenuto oggetto di un articolo di approfondimento sul portale Museiscuol@, curato dal Comune di Torino. Dalla lunga e approfondita esperienza maturata in questo settore è nata la pubblicazione “La Galleria d’Arte Moderna. Esperienze e percorsi didattici. I viaggi possibili”, edita nel 2014 da Silvana Editoriale.

Obiettivi

Approfondimento, studio e ricerca della collezione permanente e del suo “contenitore”, un magnifico complesso architettonico sviluppatosi a cavallo di diverse epoche storiche – dalla fine del ‘400 al ‘700 - e le relazioni profonde con la storia cittadina e le sue trame sono stati gli obiettivi di un percorso educativo che ha affermato, anno dopo anno, il ruolo della Galleria d’Arte Moderna come centro di produzione e diffusione culturale.
Il patrimonio storico-culturale della Galleria è stato spunto, in accordo con le moderne teorie di Audience developpement, per affrontare tematiche che coinvolgessero diverse categorie di pubblico: dagli adulti, alle famiglie agli adolescenti, con attività che non si esauriscono mai in un solo incontro episodico ma che sono, quasi sempre, costituite da più incontri formativi. 
La didattica alla GAM nella sua visione proiettata verso il futuro, intende mettere al centro il Museo nel suo fondamentale ruolo educativo nel sistema life- long learning avendo formato personale molto qualificato e disponendo di strumenti metodologici efficaci.
Per questo motivo è stato necessario conoscere, gestire e armonizzare tutti gli strumenti di lavoro, apprestarsi a convalidare cambiamenti metodologici e sperimentare approcci innovativi in maniera sempre più sistematica.
Il modo di vivere e visitare il Museo è oggi, infatti, profondamente cambiato e nuove categorie di pubblici arricchiscono il panorama della fruizione museale dove, da un po’ di anni, fanno capolino le nuove tecnologie e il complesso e variegato mondo del virtuale e dei social.
In questo senso, la didattica si adegua alle esigenze contemporanee, proponendo un’educazione che forma, intrattiene, coinvolge, diverte ma che è anche inclusiva, accessibile e territoriale, non solo “servizio aggiuntivo”, ma sempre più parte fondamentale degli obiettivi generali e delle strategie di comunicazione globali del Museo.
Una Galleria d’Arte Moderna, punto di riferimento storico-artistico cittadino, con la vocazione di Museo diffuso, che ha nella città e nel territorio un luogo d’azione principale. Il museo esce dalle sue mura per andare in classe, perlustra il territorio insieme ai ragazzi che poi ritornano al museo con una maggiore consapevolezza. L’istituzione museale si propone, quindi, come risorsa per il completamento del percorso educativo, mettendo a disposizione le proprie competenze e risorse, suggerendo nuovi approcci, in una modalità di lavoro partecipativa basata sul diretto coinvolgimento di tutti i soggetti.
In questi ultimi anni, infine, la didattica alla GAM si è aperta spazi di indagine interdisciplinare e accostando l’arte alla scienza, alle sperimentazioni sonore e musicali e alla gastronomia che ha preso forma in progetti e attività specifiche, non solo per le scolaresche ma anche per gli adulti, quali visite guidate a tema abbinate a degustazioni presso il ristorante caffetteria, a pedalate e ecologiche, a percorsi di trekking urbano, visite speciali con percorsi di “sonorizzazione” degli spazi del museo. Il dialogo costante con la scuola, per progettare insieme e per dare supporto all’educazione e alla formazione dei più giovani, ma anche con tutte le associazioni e realtà esistenti sul territorio e relative a soggetti a rischio di esclusione sociale, un lungo percorso di esperienze confluito nei rapporti con le associazioni di GAM BENE COMUNE, nella partecipazione ai laboratori e ai tavoli tematici di “Palermo città Educativa”, un’iniziativa intrapresa nel 2015 e volta combattere la disfunzionalità della funzione educativa cittadina attraverso una gestione congiunta.

Attività espositive

La Galleria d’Arte Moderna negli anni successivi al suo riposizionamento nel panorama dei musei nazionali punta al valore delle collezioni permanenti come elemento centrale delle sue strategie di valorizzazione e di comunicazione.
La stessa mostra dedicata a Francesco Lojacono, che ha di fatto, segnato l’avvio di una nuova stagione e inaugurato la nuova sede del Complesso Monumentale di Sant’Anna dopo un’imponente opera di restauro, andava nella direzione della valorizzazione di uno dei più rappresentativi esponenti della collezione.
Una scelta, quindi, non casuale ma che segnava un preciso ambito di ricerca ed una linea conduttrice della futura programmazione del Museo. Lojacono era, infatti, il più famoso, anche se allora non abbastanza studiato, protagonista di una stagione culturale, artistica, sociale, politica ed economica, che aveva visto Palermo e parte della Sicilia pienamente inserite nel clima di rinnovamento che tra Otto e Novecento attraversa l’Europa gettando i prodromi di più radicali mutamenti e scenari.
La rassegna, curata da Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Luisa Martorelli, Gioacchino Barbera, Antonella Purpura ha avviato un filone di ricerca che ha dato una nuova collocazione nell’ambito della coeva ricerca artistica europea ai protagonisti della pittura di paesaggio in Sicilia e nel contempo ha avviato una rilettura storico- critica dell’intera collezione e del sistema delle galleria d’arte moderna fondate in Italia dopo l’unità.

L’attenzione al processo di valorizzazione delle collezioni permanenti è testimoniata dalle scelte museografiche che trattano il percorso permanente come un lungo racconto che si snoda attraverso 14 sezioni tematiche e che affronta argomenti e periodi storici, puntualmente sottolineati da un discreto ma efficace apparato di comunicazione che accompagna il visitatore nel suo percorso.
Pur nell’affermazione della centralità delle collezioni permanenti, le mostre sono state, tuttavia, in questi anni un utile complemento. Le mostre realizzate alla GAM, spaziano per le tematiche affrontate: da quelle di carattere storico e di approfondimento e ripresa degli studi di una parte delle opere della collezione permanente, a quelle che hanno raccontato il patrimonio della Galleria d’Arte Moderna con un linguaggio contemporaneo, attraverso retrospettive e declinazioni inedite, intersecando la storia centenaria dell’Istituzione con incursioni nel contemporaneo e nella fotografia. Queste numerose attività espositive, possono quindi essere presentate attraverso una rassegna tematica dei loro contenuti, ovvero: mostre dossier, mostre storiche, incursioni nel contemporaneo e mostre fotografiche.

MOSTRE DOSSIER

a questa categoria si ascrivono le attività espositive realizzate presso la Galleria che hanno avuto come principale obiettivo quello di ripercorrere e riscoprire, attraverso un recupero degli studi sul patrimonio della Galleria, temi e artisti presenti nella collezione permanente. Si tratta di un’operazione strategica di riscoperta del patrimonio posseduto dall’Istituzione per renderlo presente nel contemporaneo e arricchirne la conoscenza al fine di migliorarne la comunicazione e la fruizione.Prima fra tutte le attività espositive di questa categoria è di certo la mostra dedicata a Francesco Lojacono, che ha costituito l’incipit del nuovo percorso della GAM nella sua nuova sede, rendendo al contempo omaggio a uno dei più grandi artisti presenti nelle sue collezioni.

gam3Francesco Lojacono 1838-1915
1 ottobre 2005 / 29 gennaio 2006
Una mostra monografica, dedicata al più grande paesaggista siciliano della seconda metà dell’Ottocento, vivacissimo intellettuale nel clima cosmopolita e sperimentale della Palermo della Belle Époque.
La mostra, suddivisa in diverse sezioni che esaminavano diversi aspetti della produzione dell’artista, ma anche aspetti del contesto di riferimento – dalla fotografia alla musica - ha dato un nuovo impulso agli studi e alla ricerca dedicata a Francesco Lojacono e ha permesso al pubblico di riscoprire la Galleria, con la sua collezione permanente, caratterizzata dalla presenza di grandissimi artisti.

“Il museo tra storia e costume. Opere dai depositi”
12 luglio / 22 settembre 2013
Un viaggio nel cuore del museo attraverso una selezione di opere che sintetizzano la storia del costume, degli artisti, dei luoghi e dei collezionisti attraverso un cospicuo numero di opere provenienti dai depositi della GAM o. Opere che mostrano quanto ampio fosse l’orizzonte collezionistico locale: per la maggior parte opere di area siciliana, dal neoclassicismo alla straordinaria stagione del liberty fino alla metà del ‘900, con alcune inaspettate e inattese sorprese “forestiere”, da un sontuoso rappresentante dell’arte d’accademia torinese- Giacinto Grosso- fino al frizzante pittore di genere veneto, ricercato in Europa e in America- Giacomo Favretto.

Jules Van Biesbroeck. Un fiammingo a Palermo nel primo Novecento”
30 ottobre 2015 / 31 gennaio 2016
Le opere del pittore e scultore Jules Van Biesbroeck jr. (Portici 1873 – Bruxelles 1965), artista cosmopolita e raffinato, di origine belga ma a lungo attivo in Italia, rappresentano una testimonianza di notevole interesse, fin qui misconosciuta e poco indagata, dell’attività di questo artista e rivelano le sue matrici tardoromantiche e secessioniste unite agli accenti simbolisti che ne caratterizzano il linguaggio stilistico.

Libro d’Arabeschi. Disegni ritrovati di un collezionista del Seicento
18 febbraio / 6 maggio 2007
Una mostra d’archivi, di disegni inediti, prevalentemente cinquecenteschi, raccolti da padre Sebastiano Resta, figura chiave del collezionismo e del mercato del disegno tra la fine del’600 e l’inizio del ‘700. La mostra, curata da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, ha costituito un’occasione di riflessione
sull’enorme risorsa dei fondi bibliotecari e delle loro attuali problematiche.

Venezia e il secolo della Biennale
29 febbraio / 30 marzo 2008
La mostra ha affrontato il rapporto tra la città e la prestigiosa manifestazione artistica che durante la sua storia ultracentenaria è stata testimone e partecipe delle riflessioni culturali attraverso le opere degli indiscussi maestri dell’arte contemporanea nazionale e internazionale. La scelta della Galleria d’Arte Moderna come sede espositiva testimonia il profondo legame tra la manifestazione e l’Istituzione museale, una cui cospicua parte del patrimonio artistico della collezione permanente proviene proprio dagli acquisti effettuati dal Comune di Palermo.
Una storia ultra centenaria, documentata attraverso dipinti, sculture in vetro e fotografie della Collezione della Fondazione di Venezia, erede del ruolo di promozione e del patrimonio artistico della Cassa di Risparmi di Venezia.

Giorgio De Chirico: La Metafisica Continua. Opere della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
28 febbraio / 30 marzo 2008
Una selezione delle opere più significative provenienti dalla Fondazione Isa e Giorgio de Chirico, insieme ad alcuni dipinti della Galleria d’Arte Moderna di Roma, che hanno offerto uno spunto per un’interessante lettura dell’opera dell’artista, volta a mettere in luce la coesione interna della sua produzione artistica e a dimostrare come la Metafisica - cui diede forma tra il 1910 e il 1918 – abbia rappresentato un elemento centrale della sua produzione, anche nei decenni successivi, seppure sotto molteplici forme e con diverse chiavi interpretative 

Il crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo
22 marzo / 4 aprile 2009
Una mostra dedicata a un’intricata vicenda di attribuzioni, studi, smentite, di cui il museo è stato testimone.
Il piccolo Cristo in croce, realizzato in legno di tiglio, accostato in un primo tempo da molti studiosi ad altre opere di Michelangelo, ha visto poi la smentita di tale attribuzione; le sue proporzioni perfette lo avvicinano all’uomo vitruviano, iscrivibile in un cerchio e in un quadrato. Indiscutibilmente, un’opera di raffinata qualità tecnica e di grande interesse scientifico, acquisito da parte dello Stato italiano ed esposto in diverse sedi, tra cui la sala della Regina a Montecitorio.

Garibaldi, mito e realtà
27 maggio / 27 giugno 2010
La mostra, organizzata in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, ha voluto ricordare una memorabile pagina del Risorgimento, che ha preso forma nel capolavoro di Giovanni Fattori, dipinto intorno al 1860, quasi in presa diretta dunque con l’evento storico.
La mostra ha proposto un percorso di interazione tra storia e multimedialità, tra suggestioni, proiezioni, video, cimeli, con l’intento di ricreare l’atmosfera del Risorgimento italiano. 
Curata da Giuliano Matteucci, Francesca Panconi e Roberto Viale, la mostra ha contestualizzato l’opera nella temperie culturale di quegli anni cruciali che videro i Macchiaioli schierarsi tra le fila dei volontari. Un percorso che ha rievocato, tra documenti inediti e rarità dell’epoca, un intero spaccato sociale e
culturale.

“1861-2011. L’Italia dei libri”
5 novembre / 27 novembre 2011
Una riflessione su un secolo e mezzo di letteratura nel 150° anniversario dell’unità italiana. Nata un’idea di Rolando Picchioni e prodotta dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, l’esposizione - inaugurata a Torino in occasione del 24 Salone Internazionale del Libro. Una mostra che ha ripercorso attraverso schede, fotografie, giudizi critici e curiosità, oggetti-simbolo momenti cruciali della letteratura del nostro secolo riproponendo i volti e le voci dei protagonisti in rari documenti d’archivio.
INCURSIONI NEL CONTEMPORANEO Le suggestioni dei linguaggi del contemporanee hanno ispirato un ciclo di mostre che ha visto la presenza di artisti nazionali e internazionali che ne hanno rivisitato attraverso nuovi linguaggi espressivi, il suo prezioso patrimonio culturale.
Assume particolare rilievo semantico in questo contesto il progetto Sicilia Under 40, rivolto a giovani ma già affermati artisti siciliani, molti dei quali allievi o docenti dell’Accademia di Belle Arti della città, che partendo dalla iconografia tradizionale dei paesaggisti dell’Ottocento e dall’Art-Nouveau, ne ha riproposto una interessante riproposizione che ha dato vita ad una serie di mostre site specific in dialogo con la collezione permanente.

Eretica, l’arte contemporanea dal sacro al profano
1 agosto 2006 / 3 novembre 2006
La mostra ha costituito l’avvio di una progettazione di attività della Galleria, dedicata all’arte contemporanea. La Mostra -curata da Demetrio Paparoni e Gianni Mercurio - è stata dedicata all’indagine di due temi topici della storia dell’arte, il sacro e il profano, ripercorrendo simboli e elementi antichi dedicati a queste due categorie, ne raccontavano le peculiarità con linguaggi contemporanei.

“MUCI - Il Museo delle creature immaginarie”
23 aprile / 29 giugno 2008
Questa mostra immaginifica – progettata da Amref Italia (principale organizzazione sanitaria privata, senza fini di lucro, con base in Africa da 50 anni dove ogni anno gestisce centinaia di progetti sanitari e di cooperazione) – si articolava in un percorso di fantasia alla scoperta di elementi eterogenei come le 52 sculture create da Altan e Stefano Benni e realizzate dal genio della gomma piuma Pietro Perotti, che utilizzano l’immaginazione, l’ironia e la leggerezza per introdurre i temi della sostenibilità ambientale, dell’accesso alle risorse idriche, del divario tra il nord e il sud del mondo, 10 tavole originali di Altan; testi e didascalie irresistibili e surreali.

“VB62” di Vanessa Beecroft
17 luglio / 26 ottobre 2008
La mostra dedicata alla prima performance pubblica dell’artista e performer di fama internazionale Vanessa Beecroft in Sicilia, (12 luglio 2008 - Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Palermo) si caratterizzava per il suo carattere di progetto performativo dove, oltre a un gruppo di venti ragazze, erano presenti tredici statue in gesso, realizzate attraverso il calco a grandezza naturale di altrettante giovani donne; tali sculture successivamente alla performance del 12 luglio sono state esposte in mostra presso la GAM. Un’attività espositiva, quella di VB62, con molteplici riferimenti alla storia dell’arte: dalla tradizione scultorea rinascimentale del Busto di gentildonna opera di Francesco Laurana (conservato presso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo), alle geniali opere in stucco tardo barocche di Giacomo Serpotta.

“Terra e luce. Dalla Gurfa al Roden Crater” di James Tourrel
6 luglio / 6 settembre 2009
Il progetto espositivo, realizzato all’interno della cornice della quarta edizione del SOLE LUNA, Festival Internazionale di Documentari sul Mediterraneofotografo, in cui l’artista statunitense era ospite d’onore nasce  dalla collaborazione tra il fotografo Alessandro Belgiojoso, autore di un lavoro sulla Gurfa, esempio di architettura rupestre presso il Comune di Alia in provincia di Palermo e James Turrell, autore, a sua volta di un progetto di quarant’anni al Roden Crater.
I due allestimenti sulla Gurfa e sul Roden Crater sono stati riuniti per il Festival Sole Luna in un’unica mostra dal titolo “Terra e Luce, dalla Gurfa al Roden Crater” e per la quale Sole Luna ha realizzato il modellino delle cinque stanze della grotta e i modellini delle 18 stanze del progetto Roden Crater.

Others
8 luglio / 28 novembre 2010
Others (altri) è il titolo con cui si sono presentate per la prima volta in Italia, a Palermo e a Catania, mostre, progetti, residenze promosse dalle tre più interessanti e nuove Biennali d’Arte del Mediterraneo: Marrakech, Istanbul e Atene. L’esposizione è stata suddivisa su tre sedi (Museo Riso e GAM di Palermo, e Palazzo Valle a Catania nella sede della Fondazione Puglisi Cosentino).In particolare, la GAM di Palermo ha ospitato un interessante video di Isaac Julien.

“Almanacco o diario per il diletto comune” Andrea Di Marco
13 marzo / 01 maggio 2011
Una mostra di opere inedite e realizzate sit specific che documentano le ultime ricerche del giovane artista palermitano, precocemente scomparso l’anno successivo alla mostra.
“Almanacco o diario per il diletto comune” è stata la prima esposizione del progetto Sicilia Under 40, dedicato ad alcuni dei più affermati artisti siciliani delle ultime generazioni.
Il titolo “Almanacco o diario per il diletto comune” è la traduzione di “Taschenbuch und Almanach zum geselligen Vergnügen” opera di Wilhelm Gottlieb Becker, storico, archeologo e scrittore tedesco della seconda metà del Settecento. Il diario, considerato come una sorta di compendio dell’idea romantica di unione e rinnovamento delle arti, raccoglieva stampe, poesie, racconti. Lo spunto letterario a cui si affidava Di Marco rimandava alla formula del catalogo, raccolta di immagini e parole rintracciate sul filo di suggestioni casuali, al di fuori di logiche strettamente narrative o intimiste.

“The color of the season”
Stefania Galegati Shines
22 maggio / 31 luglio 2011
Stefania Galegati Shines, di origini ravennati, vive e lavora a Palermo dal 2008. In questa mostra, ha esposto dipinti di serie, lavori fotografici e video. Nel percorso sono stati accostati lavori strutturalmente definiti ad opere più estemporanee, rinviando a possibili intrecci tra storia e quotidianità: come “1001”, una installazione composta da un ritratto di Garibaldi, appartenente alla collezione della GAM, appoggiato sul rimorchio di un Apecar. La mostra, costruita anche su una serie di narrazioni, di incontri imprevedibili e di piccole epifanie ha raccontato e presentato anche nuova serie pittorica, Pirates, in cui le figure e i volti di pirati somali, tratti da fotografie reperibili su Internet, erano dipinti sui tessuti a righe usati per le tende da esterno, a sottolinearne la dimensione eroica ma anche il carattere vagamente naif ed esotico.

“Invertiti, imparando come relazionarsi”
Isidro López-Aparicio
28 giugno / 3 luglio 2011
Un’installazione ubicata negli ambienti esterni del chiostro e del cortile Bonet presso il complesso monumentale di sant’Anna. L’omonimo progetto dell’artista spagnolo, che è stato premiato in due importanti biennali internazionali in Cina (Ping Yao) e Russia (San Pietroburgo), è stato esposto in mostra in contemporanea anche ai Cantieri Culturali alla Zisa, con video, sculture, disegni, installazioni: immagini di azioni collettive in cui gruppi di persone condividono uno spazio da una prospettiva speciale…sospesi in aria, coi piedi legati e a testa in giù. Un modo alternativo di guardare al mondo, di interpretarne i conflitti.

“Il passaggio difficile”
Francesco De Grandi
30 settembre / 30 ottobre 2011
Un’opera unica, una grande installazione pittorica, molteplici visioni concepite per un solo viaggio, un attraversamento interiore, lento, rituale.
Francesco De Grandi, talentuoso artista mid career che vive e lavora a Palermo ha concepito una mostra da leggere come una scrittura articolata e compatta, un testo narrativo, una sceneggiatura teatrale scandita in tre atti. Sono le immagini a ricamare una scrittura distesa su più livelli, che attinge da immaginari complessi legati alla pittura di genere (paesaggio, ritratto, natura morta), tra atmosfere gotiche e post-romantiche, estetica del nostalgico, venature noir, incursioni psichedeliche, celebrazione del sacro, sentimento panico della natura, gusto per il decadente.
Il leitmotiv del ‘viaggio’ attraversava l’intero progetto espositivo, ricollegandosi a una immensa ed eterogenea tradizione letteraria: il viaggio come ricerca interiore, pulsione creativa, avventura spirituale, psicologica o esistenziale 

“Moderna” Alessandro Bazan
17 marzo / 20 maggio 2012
A cura di Francesco Gallo Mazzeo, l’esposizione introduceva alla personalissima visione del mondo di Alessandro Bazan, in cui la singolarità corrisponde ad un progetto narcisistico del sé, la coralità si manifesta come paradosso di una lente che ingrandisce i particolari e gli invisibili, e tratta il senso comune come una rimozione del profondo, resa da una pittura- schizzante, ironica, rabbiosa, costruita sempre sulla lamina tagliente di una memoria storica della tradizione, rappresentativa e speculare delle cose e di noi tutti. Le sue figure immobili, hanno i tratti tipici di una teatralità del tutto involontaria, vissuta più come trama antropologica che come segno di una volontà visibile o immaginabile. E sono sole anche quando- costituite in cori di falso movimento- fingono di conoscersi. Ricordi che diventano memoria, confluiti nel grande recipiente dell’immaginario e variamente mescolati, dettano la storia
di tutti e di nessuno.

“Self Portrait. Build. Destroy.Rebuild”
Adalberto Abbate
30 giugno / 21 ottobre 2012
In mostra fotografie, sculture, video proiezioni, ma anche oggetti e attrezzi da lavoro, per una analisi sulla distruzione e la ricostruzione delle idee, sulla rimozione della memoria storica, sull’assopimento delle coscienze. Come scrive Marta Sara Crescimanno nel suo contributo in catalogo “che si scelga di distruggere o ricostruire la sola certezza di un individuo sarà comunque l’individuo stesso come sommatoria risultante dal prima e dal poi, dal sopra e dal sotto, dal pieno e dal vuoto. Il contesto esterno modifica l’essenza di un’identità in totale estraneità dalla coscienza. L’Io che non è più Io, diventa Tu, Egli, Lei e Loro. Ha il sapore del Tutto e l’odore del Niente nell’avanzamento forzato di un processo educativo evolutivo che non smette di rigenerarsi da macerie in macerie.”

“An Artful confusion” Francesco Simeti
17 novembre 2012 / 25 febbraio 2013
Installazioni, video, wall paper e sculture rappresentative della carriera e del peculiarissimo linguaggio dell’artista siciliano. Nel progetto espositivo - a cura di Laura Barreca - si enfatizzava la capacità dell’artista di assemblare immagini provenienti da fonti diverse- dalla stampa, ai libri di botanica, alla pittura moderna- in una combinazione di elementi che formano pattern solo apparentemente decorativi. Un’estetica ricercata che cela la rappresentazione di una condizione di costrizione culturale e morale e che l’artista ha rappresentato con un’installazione ambientale inedita, una sorta di messa in scena di una piccola selva, in un percorso che lo spettatore compie attraversando lo spazio che diventa metafora di un mondo costruito ad hoc, scenografia di una natura artificiale e inesistente.
Lungo il percorso, quinte scenografiche di materiali assemblati in una sorta di “paesaggio fittizio” insieme ad alcuni dei wall-paper più significativi realizzati negli ultimi anni, mostravano la ricerca dell’artista a confrontarsi con temi relativi alla sostenibilità ambientale, all’uso consapevole delle risorse naturali, evidenziando le contraddizioni insite nella società contemporanea.
Il titolo An Artful Confusion è riferito alla pratica dell›imitazione della natura nel paesaggio inglese, ispirata ad una concezione paesaggistica cinese, introdotta in Europa da Padre Matteo Ripa al ritorno dai suoi soggiorni in Cina, tra Settecento e Ottocento.

“D. 6/6 Positionen aus Düsseldorf”
5 ottobre 2013 / 18 novembre 2013
La mostra “D. 6/6 Positionen aus Düsseldorf» ha costituito la prima collettiva in Sicilia di Konrad Klapheck, Felix Droese, Veit-Johannes Stratmann, Evangelos Koukouwitakis, Valerie Krause e Jan Holthoff, tutti artisti attivi nell’area della città di Düsseldorf.
Le opere, realizzate con un medium differente- pittura, xilografia, scultura, installazioni e fotografia- sono state prodotte da artisti con esperienze e formazione eterogenee per rendere conto di posizioni molto differenti tra loro nel panorama artistico di Düsseldorf.
A cura di Michael Kortländer e Alessandro Pinto, Verein “Düsseldorf- Palermo” e V., la mostra D.6/6 Positionen aus Düsseldorf rientrava nel progetto di scambio artisitico e culturale tra le città di Palermo e Düsseldorf a cura di Ars Mediterranea e del Verein “Düsseldorf-Palermo” e. V. che ha già curato a Düsseldorf alla fine dell’agosto 2013 la mostra La Scuola di Palermo al Goethe-Museum di Düsseldorf.

“Esercizi di equilibrio”
Francesco Lauretta
7 dicembre 2013 / 10 febbraio 2014
Una grande installazione di uno tra i più talentuosi artisti italiani, da leggere come una scrittura articolata e compatta, un testo narrativo, una sceneggiatura teatrale scandita in tre atti. Opera unica, una grande installazione strutturata negli spazi espositivi della GAM come un’acrobazia performativa. Francesco Lauretta, tra i più talentuosi artisti italiani di media generazione, ha concepito una mostra da leggere come una scrittura articolata e compatta, un testo narrativo, sviluppato come una sceneggiatura teatrale scandita in tre atti.

“My Own War” - Loredana Longo
22 marzo / 5 maggio 2014
Un lavoro visionario che mette in discussione con lucida consapevolezza ogni certezza sulla storia e sulla natura umana, volto a insinuare dubbi e sagaci riflessioni sulla valenza sociale del potere nelle sue distorsioni.
“My Own War” metteva in discussione con lucida consapevolezza ogni certezza sulla storia e sulla natura umana; un lavoro volto a insinuare dubbi e sagaci riflessioni sulla valenza sociale del potere nelle sue distorsioni. Loredana Longo con cruda e tagliente ironia porta al paradosso fino a rendere immagini memorie e simboli come svuotati di ogni significato, annientati dalla loro stessa prepotenza. Un progetto appositamente pensato ed ispirato ai temi della collezione che vuole tradursi in un accorata denuncia di ogni forma di violenza e sopraffazione.

“Cagliari” - Enzo Cucchi e Laboratorio Saccardi
16 novembre 2014 / 25 gennaio 2015 “Cagliari”, una mostra di Enzo Cucchi e di Laboratorio Saccardi con installazioni, video, quadri e sculture che ripercorrono una ipotetica passeggiata per Palermo. Una inedita collaborazione con Laboratorio Saccardi, il cui risultato è stato la creazione di un’unica grande installazione costituita da più elementi che non si sommano tra di loro ma si integrano come parti diverse di un unico organismo. Protagonista Palermo, città crocevia del Mediterraneo, culla di storia, arte e tradizione ma da sempre lacerata da dilanianti contrasti. Un racconto per immagini simboliche parafrasi del rapporto con l’amata-odiata Palermo con la Sicilia ancestrale e selvatica di cui rimangono perennemente innamorati.
. Una Palermo tutta mentale, disegnata dal segno laser di Enzo Cucchi, dipinta a forza di colori ionizzati dal Laboratorio Saccardi nel nero dell’universo, una Palermo che si chiama Cagliari.

“Nove” - Davide Bramante
5 aprile / 9 giugno 2015
Un tributo alla Sicilia, terra ricca di storie, di passaggi, di stratificazioni e di immagini che hanno contribuito alla formazione del DNA artistico del fotografo siracusano.
Bramante realizza le sue opere fotografiche con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. Ne risultano visioni simultanee di grandi città, porzioni assemblate dei suoi tanti viaggi e dei suoi pensieri, opere d’arte suggestive e seducenti dove i luoghi più rappresentativi di ogni città riescono a convivere diventando interpretazioni dello spirito collettivo. La sovrapposizione è una delle tecniche più affascinanti della fotografia ma usata molto di più nel cinema. Bramante la usa per uscire, andare in giro per il mondo e catturare immagini, e invece che ricondurle a un reportage documentario, lo fa diventare un’opera a parte, un altro mondo.

“Descensión” - Regina José Galindo
25 aprile - 28 giugno 2015
In contemporanea alla performance Raìces - appositamente ideata per la città di Palermo- e la sua mostra antologica Estoy Viva, la GAM ha ospitato la proiezione del video Descensión della grande artista e performer contemporanea guatemalteca Regina José Galindo. DESCENSIÓN, 2013. “Nuda, resto sdraiata senza potermi muovere, sull’erba. Ho i capelli legati a una pietra nascosta sotto terra che ho portato dal Guatemala” Video: MICGénero / Dafnis García Damsky - II Festival MICGénero, México D.F.

“Immaginari di uno stare”
Zanghi e Pettena
27 giugno - 27 settembre 2015
L’esposizione è stata concepita come originale dialogo tra la pittura di Marc William Zanghi, uno tra i più importanti rappresentanti della giovane arte siciliana, la cui figurazione s’inserisce nel sentiero tracciato dai protagonisti della cosiddetta “Scuola di Palermo”,
e gli interventi architettonici di Gianni Pettena, uno degli esponenti più accreditati dell’architettura radicale, corrente nata a Firenze alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Questa esposizione presentava la peculiarità di creare una maggiore attenzione al confronto tra oggetto osservato e osservatore, contenuto e contenitore – che Zanghi ha da sempre sottolineato nella sua ricerca – grazie alle installazioni di Gianni Pettena, che per l’occasione ha esposto alcuni dei lavori prodotti nel 1968 proprio a Palermo.

CONTEMPORANEA collezioni 2006-2016
(19 marzo-6 aprile 2016)
Punto d’approdo del progetto “Sicilia under 40”, la mostra CONTEMPORANEA: collezioni 2006 – 2016 – nata dalle opere degli artisti che hanno esposto in Galleria, è stata allestita negli spazi di recente intitolati ad Andrea di Marco- precocemente scomparso e tra i primi ad avere aderito al progetto. La mostra presenta le opere donate secondo un allestimento che consente di compiere una comparazione sincronica. Tramite queste opere, gli artisti lasciano alla GAM la loro personalissima, trasversale interpretazione della realtà isolana e del paesaggio.

CONTEMPORANEA è l’esito del progetto “Sicilia under 40” avviato dal 2011 con Ars Mediterranea, nell’anno in cui si è celebrato l’anniversario dei 150 anni dell›Unità d›Italia, da cui hanno avuto inizio la costituzione delle collezioni e la nascita dei musei utilizzando il binomio arte – cultura come strumento per infondere il senso di appartenenza alla nazione da parte in un’Italia frammentata in resistenze culturali locali.
Gli artisti coinvolti nel progetto sono stati selezionati come riconoscimento da parte dell’istituzione delle figure emergenti tra le diverse espressioni artistiche isolane, spesso poste in abbinamento con artisti di caratura internazionale. La Galleria d’Arte Moderna ha un impianto museologico articolato in sezioni tematiche, ben definito cronologicamente nella sua omogeneità di opere esemplari sino al secondo conflitto mondiale. Uno sguardo al presente ha consentito di potere comprendere anche il senso contemporaneo delle collezioni storicizzate: si è realizzata così una incursione nel territorio dell’arte contemporanea attraverso un ciclo di mostre dedicate a giovani artisti siciliani, accreditati nel panorama internazionale. I temi prescelti dagli artisti sono stati infatti frutto intenzionale di una relazione diretta con opere e soggetti del museo. Gli artisti che hanno esposto sono Andrea Di Marco, Stefania Galegati Shines, Studio ++, Fulvio Di Piazza, Adalberto Abbate, Francesco Simeti, Francesco Lauretta, Loredana Longo, Enzo Cucchi & Laboratorio Saccardi, William Zanghi & Gianni Pettena, Davide Bramante, Giovanni Iudice, Francesco De Grandi.

MANIFESTO
Adalberto Abbate / Mario Consiglio
17 aprile - 16 maggio 2016
L’esposizione è stata articolata su un originale dialogo tra Adalberto Abbate (Palermo, 1975) e Mario Cosiglio (Maglie, 1968), sempre all’interno del progetto Sicilia Under 40.
Con MANIFESTO i due artisti hanno affrontato con sensibile e lucida disamina il tema della potenza icastica dell’immagine esponendo lavori non ancora definiti, immagini non manipolate, rapite e riconsegnate senza un ordine di narrazione. Il motore era la curiosità estetica, la forza trainate è la potenza magnetica delle immagini, appunti visivi di un progetto fatto di memoria e sensazioni ma senza costrizioni formali o gerarchie di valore. 

“Caro Federico” 
21 maggio - 31 luglio 2016

“Caro Federico” si caratterizzava per la sua essenza d’istallazione site- specific realizzata da Gianluca Concialdi, giovane artista palermitano che negli ultimi anni ha raccolto un crescente consenso in Italia e all’estero. L’installazione, costruita su due livelli di lettura, concepiva lo spazio come un insieme di elementi del mondo della natura e del paesaggio urbano: un wall painting dipinto con l’inchiostro estratto dalle seppie combinato con elementi provenienti dall’ immaginario quotidiano dell’artista legato alla città, espresso per esempio attraverso il riutilizzo di materiali usati nella segnaletica autostradale, come le microsfere di vetro catarifrangenti.

“Bertozzi & Casoni alla GAM”
11 giugno / 4 settembre 2016
Dodicisculture di Bertozzi & Casoni, due maestri della ceramica policroma contemporanea hanno dialogato con le opere della collezione permanente entrando in gioco con le dinamiche comunicative del Museo in un ironico e dissacrante gioco di rimandi.
Attraverso un excursus sulla produzione più recente dei due maestri della scultura ceramica contemporanea, le opere selezionate, alcune delle quali inedite, si caratterizzavano per la loro cifra espressiva più autentica, in cui l’ironia nascondeva una profonda riflessione sui temi più scottanti della società contemporanea dove convivono realtà e finzione, meraviglia e ordinarietà.

Une île à soi. Anne-Clémence de Grolée: vent’anni di ricerca in Sicilia
4 marzo / 2 aprile 2017
La personale Une île à soi (Un’isola tutta per sé) racconta la Sicilia, fonte d›ispirazione primaria nell'opera Anne-Clémence de Grolée, attraverso installazioni, opere grafiche, fotografie e sculture, che documentano le diverse fasi del suo percorso di ricerca durante i suoi vent’anni di permanenza nell’isola. Una produzione sfaccettata che svela meccanismi creativi e ossessioni tematiche di un’opera complessa e raffinata in cui convergono tutti i temi cari all’artista: dalle problematiche legate al corpo e all’identità femminile, al degrado ambientale e all’ immigrazione, fino a temi più recenti come quello della memoria individuale e collettiva.

MOSTRE FOTOGRAFICHE

Un rapporto profondo lega la fotografia alla pittura e all’arte: un’invenzione che dai suoi esordi ebbe un rapporto controverso con gli artisti, ma che nel corso del tempo riuscirono a impiegare il suo uso nei personali percorsi artistici.
In questo senso, la fotografia è un’arte antica e contemporanea allo stesso tempo, alla quale la Galleria si è aperta sin dal 2010, e a cui ha destinato uno spazio privilegiato attraverso una rassegna di attività espositive dedicate a grandi fotografi del nostro tempo, a partire dal mese di ottobre 2016 con “Steve Mc Curry. Icons”.

“Steve McCurry. Icons”
15 ottobre 2016 / 19 febbraio 2017
Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, attivo da ormai quasi quarant’anni e punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo di guardare il nostro tempo.
Steve McCurry - Icons è una mostra che raccoglie in oltre 100 scatti l’insieme e forse il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini.
A partire dai suoi viaggi in India e poi in Afghanistan, da dove veniva Sharbat Gula, la ragazza che ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona assoluta della fotografia mondiale.
Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Guardando le sue foto è possibile attraversare le frontiere e conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia infatti con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia.

“Henri Cartier-Bresson fotografo”
21 ottobre 2017 / febbraio 2018
140 scatti di Henri Cartier Bresson, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, dedicati al grande maestro, per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storia e sociologica. I suoi scatti colgono la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme.
La mostra Henri Cartier Bresson Fotografo è una selezione curata in origine dall’amico ed editore Robert Delpire e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, istituzione creata nel 2003 insieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie e che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti.

gam2

GAM bene comune

Dal 2014 la GAM è “GAM bene comune”, una rete della cultura, del sociale, dell’imprenditoria in un processo di scambio, contaminazione e sviluppo di azioni integrate. L’obiettivo è promuovere, a partire dalle collezioni che si integrano con la storia della città, la realizzazione di un centro di produzione e diffusione culturale. Intendere il museo come luogo di crescita e di educazione al valore del pensiero umano ed alle sue espressioni creative, significa affiancare il mondo della formazione scolastica nell’azione didattica ma anche affermarne una nuova funzione sociale.
Insieme alla Direzione del museo, lavorano a questo progetto imprese specializzate nella valorizzazione dei beni culturali come Civita Sicilia e realtà del Terzo Settore cittadino, quali l’associazione Le Onde onlus- impegnata in azioni contro la violenza sulle donne- e Arciragazzi Sicilia.
Strumento per la realizzazione del progetto è un Comitato Civico di partecipazione al quale aderiscono una settantina di soggetti del volontariato, del settore della finanza etica, associazioni e imprese culturali, accomunati da un forte impegno nelle attività di promozione culturale ed educativa. Attraverso questo  progetto, cardine- della sua strategia, il museo ha recentemente riaffermato una sua nuova funzione sociale e ha creato, in un processo di scambio, contaminazione e sviluppo di azioni integrate, una rete

GAM Bene Comune ha previsto l’implementazione di attività dentro e fuori le mura del museo, mirate a superare ogni possibile barriera e discriminazione, fisica, sociale o culturale: favorire la partecipazione del pubblico con disabilità, aumentare il coinvolgimento del pubblico dei quartieri marginali della città con azioni didattiche che possano rinsaldare il legame della città con il suo museo, promuove attività finalizzate a favorire la partecipazione del pubblico disabile volta a superare ogni possibile barriera e discriminazione.

GAMe Living Lab

Un Living Lab (LL) può essere definito come un ecosistema d’innovazione rivolto all’utenza, all’interno del quale l’utente (il cittadino, l’abitante, il dipendente, lo studente, il visitatore, il cliente) vive, lavora, si sposta, si diverte. In tale ambiente di vita reale, l’utente co-crea, sperimenta e testa idee, nuovi prodotti e nuovi servizi. Le soluzioni incentrate sull’utenza e sui processi d’innovazione sociale si prefiggono innanzitutto l’obiettivo di sviluppare la produttività e la competitività dei contesti in cui vengono promosse, nonché di suscitare un’evoluzione verso comportamenti sostenibili. In altri termini il LL è uno strumento per sostenere la transizione verso l’economia del futuro, basata sulla conoscenza e sulla partecipazione, nella quale tutte le innovazioni (di tipo tecnologico o sociale) sono co-create in contesti di vita reale, da parte di tutti gli attori rilevanti, e con un coinvolgimento attivo degli utenti finali. Da queste premesse è nato GAMe, un Living Lab di innovazione territoriale che si focalizza sulla condivisione della conoscenza, sulla collaborazione e sullo sviluppo dell’idea di impresa creativa e culturale. GAME è una partnership consolidata tra soggetti che lavorano nell’ambito dell’economia della conoscenza (il Consorzio ARCA), della cultura (GAM, Civita, CLAC), dei processi partecipati e collaborativi (NEXT), insieme agli innovatori operanti nel centro storico di Palermo.

Ultima modificaMercoledì, 29 Agosto 2018 17:17
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